aggiornato il 12/10/2011 alle 13:51 da

L’intervista a Di Pinto, neo tecnico della Bcc Nep

CASTELLANA – di_pinto_new_materSono passati 21 anni da quando Vincenzo Di Pinto da Turi, 17 km a nord ovest dalla città delle Grotte, era seduto sulla panchina gialloblù di una allora Materdomini, portata nella cadetteria dopo una storica doppia promozione nella stagione 88/89 dalla C alla B1, a seguito della riforma dei campionati. Da allora la carriera dell’ex tecnico di Vibo Valentia cavalcò le strade della serie A che spalancò le porte alla sua grande conoscenza tecnica . E’ considerato un “sergente di ferro” sul lavoro ma i risultati ottenuti spesso gli hanno dato ragione.     

 Ben 10 promozioni nel suo palmares, ben 4 dall’A2 all’A1; due con Gioia del Colle e due con Taranto, inframmezzate da due stagioni a Macerata e da un anno da coach della Nazionale Spagnola che condusse al miglior piazzamento di sempre e  gli valse il premio  “The best creative-coach” al Mondiale del 1998. L’ultimo Trofeo, una Challenge Cup,  l’ha consegnato a Perugia nel 2009.

Tutto in 12 ore, questo il tempo servito alla dirigenza castellanese per convincere Di Pinto a tornare sulla panchina gialloblù, una sfida capitata ad hoc per l’ormai conclamato  Mago di Turi  del volley. Sin dalla presentazione alla squadra nella mattinata di ieri Di Pinto ha voluto mettere le carte in tavola esprimendo il proprio pensiero sul progetto da portare a compimento.

E’ cambiata la pallavolo in più di vent’anni ma non è cambiata la volontà del neo tecnico castellanese di ottenere i risultati sul campo: “Castellana è sempre stata fulcro importante per la pallavolo, adesso è una delle migliori realtà italiane perché mantiene una grande tradizione a livello giovanile oltre ad una  delle migliori società del sud Italia e con ancora potenzialità straordinarie. Per questo ho accettato questa nuova sfida e perché il progetto è importante così come la società che ha grandi ambizioni, quelle di ritornare in A1 e di diventare punto di riferimento per il Sud Italia e non solo.”

In procinto di partire per un tour in Brasile via Macerata, Di Pinto scherza sul cambio di programma ma ci tiene a ringraziare la società per l’opportunità e non solo.

“Si, ringrazio la società che mi ha cercato con determinazione ed accolto con grande entusiasmo,  allo stesso modo mi preme ringraziare il mio procuratore Luca Novi attraverso il quale la trattativa si è potuta chiudere brillantemente.”           

Dopo il primo allenamento ecco le impressioni ricavate.

“Ho parlato chiaro con i ragazzi sin da stamattina cercando di proiettarli mentalmente verso un progetto di responsabilità di ognuno in un contesto di squadra. E’ sbagliato pensare che individualmente si possono risolvere i problemi. Noi siamo tutti a disposizione della squadra ed ognuno deve dare il suo contributo soprattutto quando capita di essere in giornata storta.  Dobbiamo abituarci a soffrire per la squadra, sopportare le difficoltà e provare a vincere nonostante queste.”

Ha anche accennato a degli step di lavoro ed il primo di essi riguarda le prossime tre gare.

“Dobbiamo far diventare le nostre situazioni di gioco degli automatismi in un gruppo che deve diventare squadra. In più dobbiamo anche recuperare fisicamente alcuni giocatori e quindi dobbiamo avere le capacità di fare a meno dei giocatori che non stanno bene. Abbiamo una rosa importante che può sopportare le assenze senza crearsi alibi. Il nostro obiettivo nelle prossime tre partite è fare almeno sei punti  e la mia responsabilità sera dopo sera è migliorare alcune situazioni di gioco che ci permettano di fare anche meglio. Il nostro primo avversario sarà Città di Castello, un avversario importante e nostro concorrente alla promozione ma credo dovremo pensare prima a noi stessi e provare comunque a vincere e poi continuare un processo di crescita che ci porti a trovare quegli equilibri che ci serviranno per tutto l’anno.” 

© Riproduzione riservata 12 Ottobre 2011