aggiornato il 08/06/2010 alle 10:29 da

Congresso, i giovani scuotono il pd

CONVERSANO – Francesco-SolfrizziIl sindacalista Rino Ranieri è stato riconfermato alla guida del circolo cittadino del PD, nell’assemblea congressuale, tenutasi sabato 29 maggio nella Sala Forum del seminario diocesano. Il segretario Ranieri nella sua relazione ha tracciato un bilancio dell’attività svolta e indicato i futuri ipotetici scenari del Pd a livello locale. Ranieri non ha fatto mancare le sue frecciate ai consiglieri comunali, facenti parte del gruppo consiliare del PD che non si sono iscritti al partito. L’elezione di Ranieri e del Coordinamento di circolo è avvenuta all’unanimità e per acclamazione essendo stata presentata una sola lista e un solo candidato sia a segretario di circolo (Rino Ranieri) sia a segretario provinciale (Vito Antonacci). Nelle scorse settimane il gruppo dei Giovani Democratici ha manifestato la volontà di candidare a segretario di circolo il giovane Alessandro Lomele che ha coordinato il gruppo giovani, costituitosi a dicembre scorso e che in pochi mesi ha avviato numerose iniziative. “In questi mesi – ha ricordato Lomele– ci siamo messi al servizio del partito cercando di dare il nostro contributo in termini propositivi, ma non abbandonando mai il nostro senso critico. Prendere 1600 voti alle regionali può essere interpretato positivamente o meno a seconda dei punti di vista ma credo sia inopinabile che il PD in questo momento stia pagando un carissimo debito di consensi e di fiducia verso i cittadini conversanesi. Va dato atto al gruppo giovani di avere sempre espresso nei direttivi alcuni dubbi rispetto alla gestione del partito. Abbiamo fatto notare la necessità di ridare priorità all’attività politica che deve essere condivisa con tutte le componenti del partito”. Lomele ha spiegato anche perché i giovani avevano proposto la sua candidatura a segretario del partito: “la decisione di ricandidare Ranieri ci è stata comunicata senza averla mai analizzata in alcuna riunione. Ecco perchè i giovani hanno pensato per qualche ora di proporre una candidatura espressione del gruppo: per dare un segnale di discontinuità rispetto alla gestione di questi due anni. Qualcuno ci ha accusato di essere arroganti, di avere ambizioni carrieristiche o di essere parte di qualche corrente, ma il nostro era un voler semplicemente esprimere un dissenso. E il dissenso fa parte della dialettica democratica. La ricandidatura di Rino era però in stato molto avanzato, così abbiamo deciso di ritirarci. I GD sono ora pronti ad affrontare il percorso che ci divide dalle prossime amministrative all’interno del Partito Democratico affiancando chi già c’era. Ma è necessario un decisivo cambio di rotta. E’ necessario fissare con questo congresso un tempo “zero”, da cui smettere di rivangare le divisioni passate e i personalismi e cominciare a rivolgere lo sguardo in avanti stabilendo un’unica priorità: l’iniziativa per e con il cittadino. Se vogliamo costituire qualcosa di attendibile per la comunità dobbiamo rimboccarci tutti le maniche. Con “tutti” mi riferisco a chi è fuori dal partito e si pone su radicalismi a volte deleteri, e a chi è dentro per la mera occupazione dello “spazio partito”. Chi crede di poter fare il regista senza sporcarsi le mani troverà nella voce dei giovani un ostacolo. Chi crede di poter considerare il partito come una proprietà sappia che i giovani invece lo considerano non un diritto acquisito bensì uno strumento da conquistare con la partecipazione. Faremo in modo che il Pd diventi un partito aperto, che non neghi le tessere solo a qualcuno ma che sancisca l’uguaglianza di tutti dinanzi alle regole. Credo che il progetto Pd possa rilanciarsi solo se si permetterà ad una generazione di giovani di esprimersi e se quella degli adulti riuscirà a svestirsi di abiti e costumi consumati per dedicarsi definitivamente all’idea progettuale da presentare nel prossimo futuro. Noi siamo pronti”. Un altro giovane che si è fatto apprezzare per il suo intervento all’assemblea congressuale è Francesco Solfrizzi il quale ha auspicato il rinnovo di “molti metodi di comportamento al nostro interno”. “Il nostro gruppo giovanile, all’interno del PD, intende promuovere sempre più la politica intesa come unico “strumento” per la risoluzione di problemi comuni”, ha detto Solfrizzi prima si passare ad esaminare gli ultimi avvenimenti. “Siamo giunti alle passate elezioni amministrative in affanno, riproponendo alla città una sceneggiata obsoleta e facendo notare dissapori dei soliti noti politici locali. E’ un esempio che non va riproposto, dobbiamo sforzarci sin da subito per ricercare al nostro interno una figura carismatica da proporre a candidato sindaco, perché l’obiettivo comune è quello di riprendere il governo della nostra città. Non possiamo più permettere alla destra di governare anche Conversano, non sono all’altezza della situazione e lo stanno dimostrando nell’attuale gestione amministrativa. Ma successivamente abbiamo continuato a sbagliare; è inaccettabile che alle elezioni provinciali il Partito decida all’unanimità di sostenere un esponente uscente (Domenico Vitto) e un consigliere comunale (del partito stesso) salga sui palchi per invogliare la gente a votare per un altro candidato.” “Così come è sconsiderato vedere il gruppo consiliare del nostro partito che in qualche frangente è totalmente spaccato. Esempio? si veda la votazione del PIRP in consiglio comunale. Di regola i voti sono favorevole, astenuto e contrario. Noi abbiamo dato il meglio di noi stessi, inserendo il quarto voto: ovvero l’abbandono dell’aula. E così i quattro consiglieri del nostro partito hanno votato ognuno in modo differente. E’ possibile? Credo proprio di no! Ecco perché serve un cambio di strategia. Dobbiamo rafforzare l’azione politica attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione. Dobbiamo avviare al più presto il dialogo con tutte le altre forze del centro sinistra conversanese. Abbiamo un obiettivo importante da raggiungere, non sprechiamolo”.

© Riproduzione riservata 08 Giugno 2010

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