aggiornato il 24/06/2013 alle 13:30 da

Psi, si dimette il segretario Cesare Preti

cesare pretiCONVERSANO – Con un comunicato stampa, che pubblichiamo di seguito, Cesare Preti comunica le ragioni delle sue dimissioni da segretario del Partito socialista di Conversano.

Care compagne e cari compagni,
con la presente vi comunico le mie irrevocabili dimissioni da segretario della sezione di Conversano del Partito Socialista Italiano. In queste settimane sta cominciando una nuova consigliatura.  
Come tutti sapete, dopo anni nei quali non abbiamo avuto nessun nostro rappresentante nella massima assise cittadina, in quella presente tornerà a sedere un consigliere comunale socialista. Quando, circa quattro anni fa, mi fu chiesto di assumere il ruolo che ho ricoperto fino ad oggi, la situazione era ben diversa. Il partito era un giocattolo rotto. Lotte interne, ambizioni personali poco ragionevoli e non conciliabili con un qualsivoglia modo di intendere l’interesse collettivo dei socialisti di Conversano, conclamata incapacità di stabilire rapporti con le altre forze politiche della sinistra cittadina, lo avevano portato all’isolamento e quindi all’irrilevanza politica, allontanando da esso molti vecchi militanti e rendendolo assai poco attrattivo per le giovani generazioni. Naturale corollario di tutto ciò era la mancanza di un nostro consigliere in Comune. Con un piccolissimo gruppo di compagni, da contarsi sulle dita di una mano, decidemmo di tentare una ricostruzione, quasi una rifondazione, operazione basata su un paio di principi irrinunciabili: rinnovamento, negli uomini e nei metodi di azione politica; autofinanziamento, per conservare piena indipendenza, politica e di giudizio. Fare, insomma, quello che deve fare un partito piccolo, ma che ha il coraggio di essere coraggioso; di essere Socialista. Il lavoro è stato duro, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non solo il partito, nelle recenti elezioni amministrative, è riuscito ad aggregare intorno ad un candidato socialista una coalizione di centro-sinistra che, pur pagando le divisioni politiche nell’area di riferimento, ha raccolto quasi seimila voti di cittadini conversanesi, quasi settecento dei quali sono andati al partito e più di seicento oltre la somma dei voti dei partiti della coalizione al candidato socialista; e non solo ha riportato la nostra bandiera in Consiglio; ma ha anche risvegliato l’interesse di un gruppo che va sempre più ampliandosi di giovani donne ed uomini, alcuni giovanissimi, che sono il futuro dell’Idea Socialista a Conversano.
Ora, però, il mio dovere l’ho compiuto. Il mio compito è concluso. Non sono, e sono fiero di non esserlo, un uomo per tutte le stagioni. Non mi interessano discorsi in cui si possa pensare di dover rinunciare, anche minimamente, all’autonomia dell’azione politica del partito.  
Quelle sono questioni che trovo tanto confuse quanto poco appassionanti. E per me, finché posso permettermelo, la politica deve essere animata da passione, altrimenti non vale la pena. Allo stesso modo non mi interessano discorsi nei quali si riproduce immediatamente, senza passaggi politici, quello che era giusto che fosse in un altro contesto, magari in campagna elettorale, e senza valutare attentamente se vi è coerenza con ciò che vuol fare il partito nella nuova situazione. Insomma senza riflettere. E per me la politica deve essere animata anche dalla riflessione, altrimenti non vale la pena. In definitiva, care compagne e cari compagni, fatico oggi a trovare una ragione per continuare a ricoprire il ruolo che mi avete affidato quattro anni fa e in queste condizioni non vedo come potrei assolvere al meglio al compito di segretario. Certamente un giovane, e magari una giovane donna, potrebbe meglio continuare a portare avanti il lavoro, spero in un ottica di autonomia e indipendenza dell’azione politica del partito. Probabilmente anche prima di palesare queste mie (in)decisioni non sono certo stato il migliore dei segretari possibili. Troppo attirato dalla riflessione e poco interessato all’organizzazione, sono forse stato vissuto da alcuni di voi come troppo distante e poco pratico. Consiglio però a chi, con una sconcertante superficialità, crede che tutto si possa ridurre a fare i turni in un comitato elettorale di riprendere a studiare e dedicarsi alla lettura. Devo comunque ringraziarvi per la fiducia che mi avete accordato in questi quattro anni. Ma proprio perché legato dal vincolo della gratitudine, non intendo rinnegare l’obbligo della sincerità nei vostri confronti. Il Partito Socialista può avere un senso, una “ragione sociale”, se saprà trovare il coraggio di essere all’altezza del nome che si ostina a portare, altrimenti servirà a ben poco. Fraternamente, Cesare Preti“.

© Riproduzione riservata 24 Giugno 2013