aggiornato il 18/11/2011 alle 18:04 da

Compra un terreno, il Comune lo rivende

GIOIA – PROBLEMI_IN_VIA_Tarantini_2Barbara Pavone per due volte beffata dal Comune. Ha davvero dell’incredibile la storia segnalataci dalla nostra concittadina. Storia di una cattiva amministrazione che andiamo a raccontarvi aiutandoci con gli atti del legale della donna: avvocato Annamaria Annechiro. E’ il 24 febbraio 2006 quando la signora Barbara Pavone si aggiudica un suolo in agro gioiese in via Tarantini. Un mese dopo l’ufficio tecnico nella persona del dirigente ing. Antonio Cirsella certificava quel suolo come edificatorio insistente in zona C1 come indicato dal piano regolatore generale vigente. Ma subito dopo aver perfezionato l’acquisto la signora Pavone apprendeva che il suolo rientrava in area sottoposta al Piano di recupero urbano e in virtù di tale destinazione già esistente al momento dell’acquisto ma sottaciuta dall’ente comunale nel febbraio del 2007 le veniva notificato l’avvio del procedimento di esproprio. Ma oltre al danno la beffa. Tre anni dopo, nel gennaio 2010, il comune di Gioia notificava sempre alla signora Pavone un’ordinanza con la quale ordinava la bonifica del sito di via Tarantini da manufatti in amianto. Questo avveniva perché di fatto non vi era mai stato un formale provvedimento di esproprio. Siamo al 2011 ed esattamente al 21 aprile quando la signora Barbara riceve comunicazione dal Comune dell’esclusione del suo suolo dai procedimenti espropriativi e in ragione di ciò decide di rivenderlo. Dopo aver dato mandato ad un’agenzia immobiliare, questa come da prassi effettua una visura catastale dalla quale emerge un altro paradosso. La signora Pavone infatti apprende di non poter vendere il suolo in via Tarantini perché intestato alla società Debar Costruzioni di Modugno. Da documentazione fornita sempre dalla segreteria generale si apprende poi che ben prima del decreto di esproprio il Comune aveva già ceduto i diritti di proprietà sulla particella alla ditta in questione aggiudicataria tra le altre cose dei lavori di realizzazione del P.R.U. Una vicenda contorta che è costata alla signora Pavone tanti soldi ma anche tante lacrime. Ed ora è ad una svolta. “La condotta illegittima posta dal Comune – scrive l’Avvocato – nonché dalla Debar ha cagionato alla signora Pavone danni patrimoniali di rilevante entità” e in ragione di questo stato di cose sia il Comune che la Debar sono stati citati in giudizio. L’udienza è fissata per il prossimo 10 febbraio 2012.

© Riproduzione riservata 18 Novembre 2011

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