aggiornato il 05/02/2015 alle 8:54 da

Arresto Povia, tangenti per le case popolari. Le accuse e i nomi dei coinvolti

povia OKGIOIA DEL COLLE – L’accusa per il sindaco di Gioia Sergio Povia, arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza assieme ad altre otto persone, è quella di aver pilotato alcuni appalti del Comune, favorendo un imprenditore locale. In manette anche l’ex vicesindaco Franco Ventaglini (già arrestato a giugno 2013) e l’imprenditore agevolato nell’appalto Antonio Posa. Ai domiciliari, invece, sono finite altre sei persone, tra cui il responsabile dell’ufficio urbanistica Nicola Laruccia, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Rocco Plantamura, la dipendente dell’ufficio urbanistico Rosa Sedora Celiberti, i professionisti pugliesi Vito Antonio Martinelli e Nicola Bruno e l’architetto salernitano Nicola Manzo. A vario titolo, sono stati loro contestati i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Il PM del Tribunale di Bari, titolare dell’inchiesta, Eugenia Pontassuglia, che ha chiesto e ottenuto dal Gip le nove misure cautelari, sta partecipando alle perquisizioni in studi professionali per sequestrare atti ritenuti utili alle indagini.
Oggetto dell’indagine il progetto per la costruzione di numerosi alloggi popolari nell’ambito di un programma di “social housing”. Secondo l’accusa gli arrestati avrebbero favorito l’imprenditore gioiese Posa, titolare della AP Immobiliare srl, in cambio della promessa di una tangente di 100mila euro. L’impianto accusatorio coinvolge direttamente sindaco, vicesindaco, l’ing. Laruccia e Plantamura. Gli indagati avrebbero tenuto una «molteplicità di condotte collusive che interessavano sia la fase concernente la pubblicazione del bando di gara, predisposto dai funzionari comunali seguendo le direttive indicate da Posa e contenute in elaborati tecnici redatti da professionisti di sua fiducia (Vito Antonio Martielli e Nicola Bruno), sia la fase successiva connessa all’espletamento della gara». «È stato accertato inoltre che, oltre alla nomina di una commissione di gara composta da persone – tra i quali gli stessi Laruccia e Plantamura – che avevano intrattenuto rapporti illeciti con Posa, all’imprenditore – secondo la procura – venivano costantemente fornite indicazioni in merito alle modalità di redazione del progetto da predisporre per partecipare alla gara e al contenuto delle offerte presentate dalle imprese concorrenti».

© Riproduzione riservata 05 Febbraio 2015