aggiornato il 30/11/2010 alle 9:02 da

Immigrazione cladestina, un gioiese denunziato per falso ideologico e favoreggiamento

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GIOIA – guardia-di-finanzaAl termine di una complessa indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla procura della repubblica di bari, militari della tenenza della guardia di finanza di gioia del colle, nel quadro dell’attività svolta a contrasto dell’immigrazione clandestina, hanno denunciato all’autorita’ giudiziaria otto persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa, falso ideologico e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Si tratta di due commercianti senegalesi e di sei cittadini italiani, rispettivamente residenti in Gioia del Colle (Ba), Putignano (Ba), Turi (Ba), Bari, Modugno (Ba) e Adelfia (Ba); tra essi due pregiudicati. Uno dei cittadini italiani denunziati, residente in Adelfia (Ba), è stato, altresì, colpito da provvedimento di custodia cautelare domiciliare emesso dal gip presso il tribunale di Bari su richiesta del p.m. presso la procura della repubblica alla stessa sede. È stata rimessa, altresì, alla valutazione dell’autorità giudiziaria la posizione di n. 270 cittadini di origine extracomunitaria illegalmente presenti sul territorio nazionale. In particolare, le fiamme gialle della tenenza di gioia del colle, sin dal mese di ottobre del 2009, hanno verificato oltre un migliaio di pratiche presentate presso lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura di Bari, per accertare eventuali false dichiarazioni rese nella procedura di sanatoria per colf e badanti (ai sensi della legge del 3 agosto 2009, nr. 102), che nel settembre del 2009 ha dato la possibilità di regolarizzare la posizione di tanti immigrati che sono addetti al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare o che seguono le persone non autosufficienti in casa. Le risultanze investigative prodotte dai militari, hanno consentito di accertare che i denunziati prospettavano la possibilità agli ignari cittadini stranieri di essere assunti da datori di lavoro italiani “fantasma”, scelti anche tra persone decedute o detenute in carcere, dopo avere riscosso le somme per la fittizia regolarizzazione, pari a 2/3 mila euro per ogni pratica.  Nello specifico, allo scopo di porre in essere l’illecita attività venivano predisposte ed utilizzate false fotocopie di numerosi documenti d’identità e tessere sanitarie di ignari cittadini italiani, previa sostituzione della effige fotografica o modifica delle generalità degli intestatari; tali documenti venivano inoltrati per via telematica allo sportello unico per l’immigrazione di Bari,  attraverso la prenotazione on-line sul sito del ministero dell’interno. Quindi venivano predisposti una serie di documenti (tra i quali false dichiarazioni di disponibilità ad assumere il cittadino extracomunitario da parte di cittadini italiani, falsi modelli c.u.d. ecc.) Che venivano consegnati ai cittadini extracomunitari unitamente agli altri atti necessari per la successiva convocazione presso la prefettura del datore di lavoro (ignaro o inesistente) e del cittadino extracomunitario “truffato”. L’attività, attuata anche attraverso l’effettuazione di numerose perquisizioni domiciliari, ha consentito, altresì, il sequestro di diversi atti e documenti di identità falsi e l’archiviazione, da parte dello sportello unico per l’immigrazione di Bari, di oltre 270 false istanze di regolarizzazione di stranieri clandestini.

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AL TERMINE DI UNA COMPLESSA INDAGINE DI POLIZIA GIUDIZIARIA COORDINATA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI, MILITARI DELLA TENENZA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI GIOIA DEL COLLE, NEL QUADRO DELL’ATTIVITÀ SVOLTA A CONTRASTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, HANNO DENUNCIATO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA OTTO PERSONE RITENUTE RESPONSABILI, A VARIO TITOLO, DEI REATI DI TRUFFA, FALSO IDEOLOGICO E FAVOREGGIAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

SI TRATTA DI DUE COMMERCIANTI SENEGALESI E DI SEI CITTADINI ITALIANI, RISPETTIVAMENTE RESIDENTI IN GIOIA DEL COLLE (BA), PUTIGNANO (BA), TURI (BA), BARI, MODUGNO (BA) E ADELFIA (BA); TRA ESSI DUE PREGIUDICATI.

UNO DEI CITTADINI ITALIANI DENUNZIATI, RESIDENTE IN ADELFIA (BA), E’ STATO, ALTRESI’, COLPITO DA PROVVEDIMENTO DI CUSTODIA CAUTELARE DOMICILIARE EMESSO DAL GIP PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI SU RICHIESTA DEL P.M. PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA ALLA STESSA SEDE.

E’ STATA RIMESSA, ALTRESI’, ALLA VALUTAZIONE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA LA POSIZIONE DI N. 270 CITTADINI DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA ILLEGALMENTE PRESENTI SUL TERRITORIO NAZIONALE.

IN PARTICOLARE, LE FIAMME GIALLE DELLA TENENZA DI GIOIA DEL COLLE, SIN DAL MESE DI OTTOBRE DEL 2009, HANNO VERIFICATO OLTRE UN MIGLIAIO DI PRATICHE PRESENTATE PRESSO LO SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE DELLA PREFETTURA DI BARI, PER ACCERTARE EVENTUALI FALSE DICHIARAZIONI RESE NELLA PROCEDURA DI SANATORIA PER COLF E BADANTI (AI SENSI DELLA LEGGE DEL 3 AGOSTO 2009, NR. 102), CHE NEL SETTEMBRE DEL 2009 HA DATO LA POSSIBILITÀ DI REGOLARIZZARE LA POSIZIONE DI TANTI IMMIGRATI CHE SONO ADDETTI AL LAVORO DOMESTICO DI SOSTEGNO AL BISOGNO FAMILIARE O CHE SEGUONO LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI IN CASA.

 

 

LE RISULTANZE INVESTIGATIVE PRODOTTE DAI MILITARI, HANNO CONSENTITO DI ACCERTARE CHE I DENUNZIATI PROSPETTAVANO LA POSSIBILITÀ AGLI IGNARI CITTADINI STRANIERI DI ESSERE ASSUNTI DA DATORI DI LAVORO ITALIANI “FANTASMA”, SCELTI ANCHE TRA PERSONE DECEDUTE O DETENUTE IN CARCERE, DOPO AVERE RISCOSSO LE SOMME PER LA FITTIZIA REGOLARIZZAZIONE, PARI A 2/3 MILA EURO PER OGNI PRATICA.

NELLO SPECIFICO, ALLO SCOPO DI PORRE IN ESSERE L’ILLECITA ATTIVITA’ VENIVANO PREDISPOSTE ED UTILIZZATE FALSE FOTOCOPIE DI NUMEROSI DOCUMENTI D’IDENTITÀ E TESSERE SANITARIE DI IGNARI CITTADINI ITALIANI, PREVIA SOSTITUZIONE DELLA EFFIGE FOTOGRAFICA O MODIFICA DELLE GENERALITÀ DEGLI INTESTATARI; TALI DOCUMENTI VENIVANO INOLTRATI PER VIA TELEMATICA ALLO SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE DI BARI,  ATTRAVERSO LA PRENOTAZIONE ON-LINE SUL SITO DEL MINISTERO DELL’INTERNO. QUINDI VENIVANO PREDISPOSTI UNA SERIE DI DOCUMENTI (TRA I QUALI FALSE DICHIARAZIONI DI DISPONIBILITÀ AD ASSUMERE IL CITTADINO EXTRACOMUNITARIO DA PARTE DI CITTADINI ITALIANI, FALSI MODELLI C.U.D. ECC.) CHE VENIVANO CONSEGNATI AI CITTADINI EXTRACOMUNITARI UNITAMENTE AGLI ALTRI ATTI NECESSARI PER LA SUCCESSIVA CONVOCAZIONE PRESSO LA PREFETTURA DEL DATORE DI LAVORO (IGNARO O INESISTENTE) E DEL CITTADINO EXTRACOMUNITARIO “TRUFFATO”.

L’ATTIVITA’, ATTUATA ANCHE ATTRAVERSO L’EFFETTUAZIONE DI NUMEROSE PERQUISIZIONI DOMICILIARI, HA CONSENTITO, ALTRESI’,                       IL SEQUESTRO DI DIVERSI ATTI E DOCUMENTI DI IDENTITÀ FALSI E L’ARCHIVIAZIONE, DA PARTE DELLO SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE DI BARI, DI OLTRE 270 FALSE ISTANZE DI REGOLARIZZAZIONE DI STRANIERI CLANDESTINI.

© Riproduzione riservata 30 Novembre 2010

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