aggiornato il 02/08/2010 alle 9:33 da

Operazione antiracket dei Carabinieri

GIOIA – Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, supportati da oltre 70 militari del Comando Provinciale di Bari, da un elicottero e da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione di polizia, che ha consentito di individuare un’imponente rete di traffici illeciti ad opera di soggetti inseriti in un sodalizio operante nei comuni di Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Valenzano, Capurso e Cassano Murge.

I provvedimenti restrittivi, in totale 11 di cui 9 già eseguiti, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le investigazioni condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia del Colle, sono stati eseguiti a carico di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al furto, alle estorsioni ed alla ricettazione di autovetture anche di lusso ed al traffico di sostanze stupefacenti.
L’associazione, che faceva capo al noto pregiudicato Stramaglia Angelo Michele, figura di spicco nel clan “Parisi” per il controllo del malaffare nei Comuni del sud barese (ucciso a colpi di pistola il 24/04/2009 in Valenzano nel corso di una lite con un suo gregario), era solita agire in squadre da non meno di 8-10 individui riuscendo in pochissimo tempo a svuotare intere concessionarie di auto (in una di queste nel comune di Gioia del Colle addirittura nove auto in un colpo solo).
Due quindi i filoni d’indagine che hanno contraddistinto il sodalizio: quello dei colpi nelle concessionarie finalizzati al furto di automobili di lusso e quello del traffico di droga.
Per ciò che concerne i furti di auto a scopo di estorsione, l’attività investigativa, svolta con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ha consentito di accertare:
  • ­una sistematica esecuzione di reati contro il patrimonio frutto di accordi tra i responsabili utili alla costituzione di “squadre” necessarie per le operazioni da realizzare, ognuna con dei ruoli ben definiti;
  • ­la disponibilità di numerose attrezzature destinate alla commissione dei reati (apparecchi radio-rice trasmittenti, torce, strumenti di effrazione, autovetture di provenienza delittuosa per gli spostamenti e per raggiungere i luoghi dove mettere a segno i colpi, carburante da impiegare per i movimenti dei mezzi rubati);
  • ­l’accurata predisposizione di luoghi e ricoveri ove occultare i veicoli rubati, in attesa della percezione dei “riscatti” o per la successiva cessione a ricettatori;
  • ­la capacità di assicurare assistenza ed ausilio ai sodali durante le fasi esecutive dei furti, attraverso l’impiego di vedette in grado di monitorare eventuali interventi delle forze dell’ordine o altri fattori imprevisti.
­8 colpi ai danni di concessionarie e ditte nel corso dei quali sono stati asportati ben 40 mezzi tra cui auto di grossa e media cilindrata, motocicli ed anche un carico di elettropompe sommerse e quadri elettrici per un valore di oltre 600mila euro.
­l’esistenza di precisi ruoli nell’ambito del sodalizio tra cui quello degli organizzatori identificati in Luigi Spinelli, Antonio Paolo Zefferino e Agostino Giordano. Sono loro che in stretta sinergia con il loro capo, il predetto stramaglia Angelo Michele, sceglievano di volta in volta gli “obiettivi” da colpire, coordinavano gli spostamenti delle squadre, fornivano le direttive sui movimenti e sulle manovre necessarie a garantire il buon esito delle iniziative, contattavano i derubati per concordare l’ammontare delle somme necessarie a conseguire la restituzione della refurtiva. Chi non accettava la trattativa non rientrava più in possesso del veicolo o, in alternativa, lo ritrovava gravemente danneggiato o incendiato.
Di rilievo l’episodio che vede coinvolto lo Spinelli nel furto di una Ferrari 348 parcheggiata in una pubblica via a Cassano Murge cui conseguirono trattative con il proprietario finalizzate alla restituzione del mezzo in cambio di 3.500 euro.
Elenco arrestati:
1.       PERAGINE Francesco, Acquaviva delle Fonti, cl. 1982;
2.     PERAGINE Giacomo, Acquaviva delle Fonti, cl. 1979;
3.     SPINELLI Luigi, Acquaviva delle Fonti, cl. 1981;
4.     ZEFFERINO Antonio Paolo, Acquaviva delle Fonti, cl. 1982;
5.     CASCIONE Michele, Acquaviva delle Fonti, cl.1982;
6.     FIORE Vincenzo, Cassano Murge, cl. 1963;
7.     GIORDANO Agostino, Adelfia, cl. 1978;
8.     LAFORGIA Nicola, Acquaviva delle Fonti, cl. 1984;
9.     PIAZZOLLA Antonio, Bari, cl. 1965;

© Riproduzione riservata 02 Agosto 2010