aggiornato il 28/12/2013 alle 12:15 da

Francesca Milano strangolata dal compagno dopo un litigio [LE FOTO DEL LUOGO DEL RITROVAMENTO]

ritrovamento cadavere
francesca milanoGIOIA – AGGIORNAMENTO: “Oggi la nostra azienda è in lutto. Vogliamo con questo post rendere omaggio a FRANCESCA MILANO una delle nostre valenti dipendenti ennesima vittima del femminicidio. Cara Francesca, resterai sempre nel cuore e nella memoria di noi tutti. La dirigenza e dipendenti tutti porgono le condoglianze alla famiglia”. Con questo messaggio postato su Facebook alle 13.32 di oggi, i responsabili dell’azienda agricola Racemus di Rutigliano hanno espresso il proprio cordoglio per la morte di Francesca Milano, da qualche tempo loro dipendente.

E’ la gelosia, con ogni probabilità, il movente dell’omicidio di Francesca Milano. Nei giorni scorsi l’assassino, Nunzio Proscia, aveva scoperto un falso profilo Facebook (sotto il nome di Veronica Milano), riconducibile alla sua compagna. Ovviamente il profilo, aperto lo scorso 11 dicembre, era completamente bloccato dal punto di vista della privacy e inaccessibile a chi non avesse stretto amicizia sul social network e aveva come immagine del profilo il personaggio dei cartoni animati Lady Oscar. Per entrare in contatto con la donna, dunque, Proscia avrebbe creato a sua volta un falso profilo Facebook, con l’obiettivo di controllarla a distanza. La sua richiesta d’amicizia, però, sarebbe stata rifiutata, alimentando la sua rabbia.

Emergono ulteriori particolari sull’omicidio di Francesca Milano. L’assassino dopo aver trasportato il corpo della donna nelle campagne di Castellaneta, l’avrebbe vegliata per qualche ora prima di fare ritorno a Gioia nella mattinata di venerdì. Durante il tragitto ha provato ad eliminare tutte le tracce. Per prima cosa ha buttato il lenzuolo nel quale era avvolto il cadavere della 42enne, ritrovato in un pozzo poco distante dal luogo del ritrovamento. I suoi indumenti, invece, compresi i guanti con il quale aveva trasportato il cadavere sono stati ritrovati, sempre dai carabinieri, in alcuni terreni che costeggiano la strada che da Castellaneta riporta verso Gioia del Colle. Evidentemente l’uomo aveva tentato di disfarsene mentre rientrava a casa.

profilo FBÈ stata ritrovata strangolata nelle campagne di Castellaneta, in località Tafuri, Francesca Milano, la 42enne gioiese, bracciante agricola in un’azienda di Rutigliano, scomparsa nella serata di Santo Stefano. Il suo corpo è stato ritrovato questa notte dai Carabinieri della compagnia di Gioia del Colle, guidati dal Capitano Fabio Di Benedetto, coadiuvati dai colleghi del reparto operativo di Bari e della Scientifica, al termine del lungo interrogatorio del compagno, il 40enne Nunzio Proscia, agricoltore incensurato, anch’egli gioiese. Alla base del terribile gesto la gelosia. Sembra, infatti, che l’uomo non si fosse rassegnato alla fine della relazione, troncata bruscamente dopo il rifiuto della donna a ufficializzare il loro rapporto. A denunciare la scomparsa della 42enne, venerdì mattina, erano state le due figlie, di 17 e 23 anni. Da qui l’avvio delle indagini. Dopo aver scandagliato nella vita privata della donna, i sospetti degli inquirenti sono subito ricaduti sul compagno che è stato oggetto di un interrogatorio, condotto dal Pm della Procura di Bari, Francesco Bretone, durante il quale l’uomo ha dichiarato di aver incontrato la sua compagna, la sera prima, presso la sala Bingo di Putignano. Dopo l’incontro – secondo la prima versione fornita – i due si sarebbero separati. La storia non ha però convinto gli inquirenti, che hanno continuato l’interrogatorio con domande incessanti. L’uomo allora è crollato e ha confessato: è stato lui a strangolare la donna, al termine di un diverbio. Il terribile gesto è avvenuto nell’auto della donna, una Y10, nei pressi del Tribunale di Putignano. Poi, l’ha caricata nella sua auto, una Fiat Doblo, ed è passato da casa, dove ha preso indumenti e attrezzi per occultare il cadavere. Successivamente l’ha portato in una pineta dove spesso si recava da bambino. Il corpo era sotto un cespuglio ai piedi di alcuni alberi, riverso sul fianco. Su disposizione del magistrato, Proscia è stato condotto in carcere. L’autopsia, già disposta per i prossimi giorni, servirà a confermare la confessione dell’uomo e ad accertare le cause del decesso.

© Riproduzione riservata 28 Dicembre 2013