aggiornato il 13/10/2011 alle 16:34 da

Valerio Pastore racconta Patty Smith attraverso poesia, musica e fumetto

GIOIA – horses_patty_smithIn tanti ieri sera alla libreria Librellula  dove alle 18 si è tenuta la presentazione del libro di Philip  Shaw “Horses-Patti Smith“, rricchito dalla tavole  di fumetti illustrativi compiuti dall’ artista Valerio Pastore. Ed è proprio Valerio Pastore, autore della graphic novel dedicata ad Horses a spiegarci le fasi del suo lavoro ma prima ancora la formazione dell’artista Patti Smith. Con Patti Smith il rock degli ani ’70 acquisisce un nuovo sapore, squisitamente poetico-sensoriale che incuriosce tutti ed è proprio con Horses, suo primo album che trova  la sua consacrazione. Una donna quindi che sarebbe assolutamente riduttivo giudicare una cantante o una musicista ma bensì una vera  artista a trecentosessanta gradi, che riesce a creare sempre  un perfetto connubio tra musica e poesia. “I suoi testi musicali venivano fecondati dai suoi sogni: sogni, visioni, momenti di vita quotidiana venivano tradotti in poesia e in musica allo stesso tempo. Per capire la musica di Patti Smith bisognerebbe ascoltare le sue  canzoni non due ma cinque volte” sottolinea l’ autore della graphic novel, che riesce a coinvolgere e rapire l’intero pubblico raccolto in silenzio verso un suo grande idolo di cui ci racconta anche un aneddoto. “Quando vidi un concerto di Patti Smith ad Alberobello, rimasi completamente colpito: sono tante le sensazioni, le emozioni che provi in quel momento che transcendono ad uno stato di profonda eccitazione ed ebbrezza di fronte alla seduzione di una donna che non si sente donna ma che paradossalmente possiede una grande femminilità“. E continua “E mi dissi tra me e me: chissà se un giorno farò un lavoro su di lei…”. Quel giorno è arrivato e Valerio oltre ad appassionare il pubblico mettendo in evidenzia la formazione artistica, le caratteristiche fondamentali della poetica dell’artista  riflettendo su alcuni testi presenti in “Horses” conclude con la presentazione del suo lavoro eseguito magistralmente cercando di penetrare  nel modo più profondo possibile l’essenza sensoriale dell’artista in ogni canzone di “Horses”, creando così un perfetto legame indissolubile tra poesia, musica e fumetto. “Ho seguito  fin ad un certo punto i canoni come anatomia, prospettiva e chiaroscuro ma poi ho fatto prevalere l’istinto cercando di essere il più comunicativo possibile”. Il lavoro dell’autore è stato davvero molto apprezzato e noi di Fax vogliamo concludere con una frase che Valerio stesso ha citato per dare una definizione dell’arte per Patti Smith, una visione  che permette di coinvolgere  campi diversi ma che insieme rendono di un lavoro un’opera artistica: “L’ arte è libertà di pensiero”.

 

© Riproduzione riservata 13 Ottobre 2011