aggiornato il 14/06/2012 alle 13:32 da

Ecco la nuova squadra dei consiglieri comunali

GIOIA – GIUNTA_E_SINDACOIn piedi davanti al consiglio e ai suoi concittadini Sergio Povia giura fedeltà alla Costituzione. E ha così ufficialmente inizio il percorso del terzo governo cittadino sotto l’egida “poviana”. Le premesse non hanno deluso. Si è infatti trattato di un consiglio comunale movimentato, se non altro per la mancanza di microfoni ai banchi e il via vai da quello posto al centro del chiostro. Già perché così come è stato anche per Piero Longo, anche il primo consiglio comunale di Sergio Povia è stato ospitato nel chiostro comunale. Un modo forse per raccogliere anche quanti più cittadini possibile tra il pubblico anche se di fatto l’affluenza non è stata “da record” e tra i banchi vi erano per lo più addetti ai lavori. Il primo passaggio di rito è stato quello della convalida degli eletti. Poi il discorso si è fatto più interessante quando è toccato votare per il presidente del consiglio. Come ormai noto da diverso tempo, la maggioranza aveva pensato a Tommaso Bradascio per ricoprire questa carica andando anche a pareggiare la mancata assegnazione di un assessorato al gruppo di “Uniti per Gioia”. L’opposizione però non è stata a guardare. Qualche giorno prima del consiglio infatti, i sei di minoranza hanno avanzato la proposta di poter decidere chi nominare potendo scegliere tra una rosa di tre nomi, proposti sempre dalla maggioranza. Una questione che Povia ha chiuso immediatamente con un “no”. Al di là delle motivazioni addotte, siano essere di carattere formale, sostanziale o prettamente politico, la realtà è che la maggioranza aveva appunto bisogno di poter stabilire a chi affidare la presidenza del consiglio. Talvolta sono i difficili e complessi equilibri politici a richiederlo. Equilibri sui quali è irrotto poco dopo il consigliere di “Progetto democratico”, Vito Falcone. A conti fatti il suo è l’unico partito a cui non è stata assegnata alcune delega assessorile e questo in parte pesa. Dovrà Povia trovare la quadra di una situazione che appare complicata anche per quel che riguarda l’enormità di deleghe non ancora assegnate. Nonostante l’idea iniziale fosse quella di coinvolgere tutto i consiglieri assegnando loro appunto una parte di quelle che fanno ora capo al sindaco, praticamente la cosa non è possibile realizzarla. Facilmente intuibile il perché? Chi può mai prendersi la briga di doversi curare ad esempio dei tributi, non solo in considerazione delle responsabilità che un ruolo di questo tipo richiederebbe, ma soprattutto gratis? A questo però Povia dovrà trovare un’immediata soluzione perché di fatto il rischio è che incorra nello stesso errore di cui ha più volte accusato il suo predecessore. Al di là di queste polemiche il consiglio ha votato per Bradascio prima e per il suo vice poi: Federico Antonicelli. Ultimo passaggio importante della giornata: l’approvazione delle linee programmatiche di mandato. Qui si sono sbizzarrite le fantasie di molti consiglieri, anche della stessa maggioranza. Il risultato è stato però identico ai punti votati in precedenza: undici i favorevoli e sei i contrari.

© Riproduzione riservata 14 Giugno 2012