aggiornato il 05/07/2011 alle 8:14 da

Intervista al presidente Lippolis

GIOIA – team-volleyComunicato Stampa 02/07/11 Solleone Volley Gioia

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal presidente Mario Lippolis a Piero Giannico, giornalista gioiese addetto stampa della Lega Pallavolo serie A Femminile. 

D: E’ ufficiale la rinuncia alla B1 e il proseguimento delle attività solo legate al giovanile?

R: Mettere a disposizione GRATUITAMENTE il titolo B1  è stato un atto di onestà  e contributo vero per chi potesse continuare in questa Città, ma il nostro gesto non ha sortito soluzioni concrete. Conseguentemente la rinuncia alla B1 per la prossima stagione è ormai  certa . Il settore giovanile è il terreno fertile alimentato da tempo e resterà la nostra primaria attività da domattina con un nuovo progetto che elevi e selezioni possibili nuovi atleti e ricostruisca ed allarghi la passione per questo sport con le loro famiglie generando così il movimento nuovo della attenzione per questo sport.

D:Presidente, poche le aziende locali che hanno voluto provare a rilanciare la pallavolo di vertice. Secondo Lei a cosa è dovuto?

R: Che ci fosse già un abbassamento della attenzione per la pallavolo negli ultimi anni da parte degli imprenditori Gioiesi è un fatto noto, le aziende hanno fatto fronte chi in piccola parte chi in parte maggiore ad un coinvolgimento molte volte sterile e limitato alla pura partecipazione “economica” e rimaneva il solo impegno formale la passione e tutt’altra cosa. Essere chiamati sempre e solo a “contribuire” per poi nemmeno essere considerati appieno sia per aver dato poco sia per aver dato tanto è una della gradi responsabilità delle società sportive  non si può chiedere risorse ingenti e non dare di conto dell’impegno assunto. Certo ognuno deve fare il suo e non entrare in merito oltre, ma senza coinvolgimento il contributo di oggi non resta in eterno …. E quindi si va alla ricerca sempre di nuovi sponsor … Inoltre negli ultimi due anni la crisi economica ha messo in ginocchio le realtà produttive più solide e questo ha condizionato prepotentemente  il sostengo dei più appassionati  e di quelli  rimasti.

D: Si riparte dalla base, dai giovani. Qual è il nuovo progetto sportivo del Team Volley Joya?

R: Sono stato testimone e protagonista di un percorso che partiva da lontano tra diversi passaggi di compagini ed assetti societari sino ad oggi con un conseguente punto di arrivo: tutte le “cordate” tese a sostenere i grandi campionati nazionali si sono arenati su se stessi per le difficoltà economiche, al seguito in silenzio con grandi sacrifici si è mosso ed alimentato un movimento di giovani che oggi restano il vero motivo di vitalità su cui la nuova Team Volley Jòya  può ritenere di esistere e continuare a crescere sul campo. Un nuovo modo di progettare l’attività sarà il nostro obiettivo: selezionare nuovi giovani con  la grande attenzione alla qualità del lavoro dei Tutor e dei Tecnici qualificati, con una seria programmazione e partecipazione nei campionati giovanili senza la fretta di voler dimostrare di prepararsi per vincere tutto e subito o ridursi ad esaltarsi per un derby .

D: In questa azione di rilancio, che vedrà coinvolte anche le scuole, punterà su qualche nome di richiamo? Magari Rodriguez o Barbone?

R: La sinergia con la formazione scolastica è fondamentale, non a caso personalmente ho da sempre rinnovato collaborazioni con le scuole medie ed elementari della nostra città e anche in questa ultima stagione appena trascorsa abbiamo approntato, in accordo con i docenti di educazione fisica, presidi e direttori didattici, una tessera “Academy Pass” che garantiva l’accesso gratuito di tutti i ragazzi sino alla terza media della ns. città al palazzetto dello sport per le gare interne di B1 . Oggi abbiamo ulteriormente perfezionato un programma di attività che sarà prossimamente reso noto e che coinvolgerà non solo scuole ma le famiglie e di cui sarà interessante verificare l’efficacia. Per l’azione di “richiamo” o riferimenti che possano dare enfasi o attrattiva ritengo che dopo l’esperienza di circa 5 anni con Rodryguez  che ringrazio per la collaborazione sin qui registrata, che  per sua scelta ha ritenuto di andare per la sua strada, investiremo risorse in eventi e collaborazioni allargate con soggetti che vogliano sposare un nuovo concetto dello sport non come un orticello da coltivare in privato ma una piattaforma di idee che premino la qualità e il rispetto delle regole nel rispetto della  propria identità e progettualità   nel rispetto di  quella degli altri .

D: Con i ‘se’ e con i ‘ma’ tutto sarebbe stato possibile. In questi suoi 6 anni d’ingresso nel volley, prima come segretario e poi come Presidente, cosa avrebbe voluto fare che in realtà non si è potuto realizzare?

R: Quando un amico 6 anni fa , mi chiese di dare un mano alla pallavolo dicendomi “non mi puoi dire di no, ci devi dare una mano” si basava su una mia predisposizione alla passione che partiva da oltre 20 anni di abbonamento insieme alla mia famiglia cognati ecc., abbonamenti regolarmente acquistati senza mai aspettare di verificare chi sarebbe stato l’allenatore, se sarebbe stata forte la squadra ecc.. Come me moltissimi gioiesi hanno sempre acquistato l’abbonamento come sostegno attivo di un vero tifoso appassionato.

Da allora sono  passati diversi anni e diversi soci collaboratori amici si sono alternati nel passare periodicamente in rassegna dal fare e dire all’apparire a volte anche sul carro dei vincitori  e molti sono spariti ed altri nostalgicamente portano rancore inutilmente, perché in questo essere solo protagonisti dell’essere utili per quello che piace senza mettere di tasca propria lavoro, danaro, tempo e voglia di fare fa dimenticare che una società sportiva oggi è una azienda a tutti gli effetti con una responsabilità giuridica  ben precisa e non un club di amici del buon  tempo. Oggi mi ritrovo in questo ruolo dove nessuno a Luglio scorso si sarebbe imbarcato, consapevole di non avere molte possibilità , con poche risorse e dopo le aspettative di una A2  rimpallata di qua e di là. Avrei voluto che alla presentazione  del nostro nuovo corso ad Agosto 2010 fossero venuti a conoscenza del nostro progetto tutti i delusi gli scontenti i contestatori e i vecchi e nuovi collaboratori per rendersi conto che la verità di oggi era già scritta nella crisi di questo sport stretto dalla morsa mortale di una economia rallentata e decrepita e da una totale assenza di coinvolgimento e di entusiasmo che non solo non si poteva alimentare da solo ma si è fatto esattamente il contrario ci siamo remati contro per affondare una barca che poteva essere aiutata a raggiungere con più facilità la meta .

Questo ho desiderato e in pochi hanno compreso ed altri  probabilmente hanno atteso inermi perché sapevano di non r voler fare di più .

Non ci sono vincitori né vinti ma restano solo le verità e se si vuole tutto è possibile basta fare tutti un passo indietro questo l’ho detto ad Agosto 2010 ma nessuno ci ha ascoltato .

D: Chi sono attualmente i soci del Team Volley Joya? Chi si sente di ringraziare?

R: I soci della Team Volley Jòya SSD a.r.l. sono:  Nino Mele, Antonello Bianco, Aldo Donvito,  Pino Manca,  Nicola Romano ed il sottoscritto. Li ringrazio tutti indistintamente, ma non possiamo dimenticare i molti collaboratori e i veri amici tra cui il Dr. Michele Favale , Enzo Lamanna, Matteo Mazzaraco, Gaetano Antonicelli, Matteo Antonicelli, Mario Antonicelli, Donato Masi  e tanti altri che dietro le quinte hanno continuato a sostenere concretamente il nostro operato e spero continuino a farlo. Certo una maggiore condivisione del carico degli impegni sarebbe auspicato e il “quello che fate voi è ben fatto” resterebbe una sola battuta risibile invece di sembrare qualcosa di altro.

D: E le istituzioni che ruolo hanno svolto in tutto questo?

R: Che dire delle istituzioni, solo semplice osservazione, sinergia al minimo indispensabile, problemi risolti nell’emergenza, disponibilità alla progettualità  stentata.

Ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e non mi diverte: le difficoltà economiche in cui versano i comuni è un fatto ormai nazionale figuriamoci al sud con i bilanci sempre ben articolati in basso rosso e questo taglia le ali a qualsiasi volenteroso. Ma come poter non considerare che se per fare delle manifestazioni cittadine l’amministrazione comunale a scopo culturale o sociale si deve avvalere necessariamente del contributo delle realtà locali produttive e quindi come poter sperare che le stesse aziende dopo aver contribuito per la festa dei quel patrono, la festa di quella altra ricorrenza, la festa della ecc. ecc. iniziative attenzione lodevolissime  , si debba ritornare per sostenere la squadra di Pallavolo Cittadina …“Ma siete pazzi ??”

Quindi che dire senza programmazione e sinergia condivisa con gli enti locali istituzioni e associazioni di categorie non sarà possibile chiedere poco a tutti per fare tantissimo, perché di fatto quelli che “cedono” la prima volta perché non possono dire di no sono sempre gli stessi … E non sono per nulla motivati a fare altro …

Deve cambiare il modo di fare squadra con una azione istituzionale a 360° che sposti trasversalmente l’attenzione per lo sport con il ritorno sinergico della ricettività turistica come veicolo di promozione del territorio e delle imprese del comparto agro alimentare , ma non possiamo sostenere un esperto di marketing sa soli (in passato è stato anche fatto) per rilanciare un territorio che ne avrebbe bisogno comunque!!  Riflettere su questo è strategico .

D: Ai tifosi cosa sente di dire?

R:  A questa domanda vorrei precisare  prima:  se per  tifosi si intende  tutti gli individui di ogni sesso ,ordine, grado, ceto sociale, età , con la passione per uno sport ,magari Pallavolo, e che nonostante tutto hanno deciso di osservare il ruolo del “Tifoso” critico e costruttivo quando serve ma rispettoso,  e che non fanno distinzioni se si ha amore di squadra e ci si sente rappresentato per quello che è senza false ipocrisie, a questi dico grazie per essere stati testimoni del nostro impegno e sacrificio per tentare di tenere accesa la luce nella nostra Città su questo sport a livello nazionale con umiltà e con le forze che potevamo da soli permetterci.

Grazie per esserci stati vicini nel momento peggiore dove nessuno ci avrebbe dato la mano del solo conforto. A questi tifosi dico grazie a nome  di tutta la società e di tutti  i collaboratori e volontari che hanno lavorato per rendere possibile anche nella stagione 2010-2011 a Gioia del Colle si essere presente in un campionato Nazionale di Pallavolo.

A loro diciamo arrivederci sui campi di pallavolo con i 9 campionati del settore giovanile che con le famiglie al seguito continueremo a sostenere nella ricerca di un traguardo sportivo raccolto senza fretta sul campo e nelle tappe che potremo permetterci …  Venite a sostenere tutte le società che fanno sport con i ragazzi e abbandoniamo la “tessera dello scontento”  che non serve più  nulla ma solo a piangersi addosso  e lavoriamo per il futuro insieme .

© Riproduzione riservata 05 Luglio 2011