aggiornato il 01/02/2013 alle 17:06 da

Salvata una bambina al Pronto Soccorso di Mola

Pronto_soccorso_MOLAMOLA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviataci da un signore che ha trascorsi alcuni giorni di vacanza nella nostra città in compagnia della sua famiglia e che ha sperimentato l’utilità della presenza del Pronto Soccorso nella nostra citta. Un serizio che, purtroppo funziona solo nelle ore diurne e chiude alle ore 20.
 

Egregio Direttore,
Mi chiamo Davide D’Angelo, sono un carabiniere che fa servizio a Genova. E’ da qualche giorno che insieme a mia moglie ed a nostra figlia, una bimba di nome Silvie Marie di soli 11 mesi, ci troviamo in vacanza da alcuni amici in questo splendido paese…Mola di Bari. Erano le ore 13,10 circa del lunedì appena trascorso, quando tutto ad un tratto mia figlia, già febbricitante per un’influenza virale, ebbe una perdita di coscienza, non reagendo più ad alcuno stimolo.
Presi dal panico e non sapendo in quale ospedale andare (quello di Mola ci dissero che non aveva la pediatria, mentre quello di Bari, “Giovanni XIII” era altamente specializzato, ma troppo lontano) agimmo d’istinto decidendo di andare disperatamente al pronto soccorso dell’ospedale di Mola. E fu lì che grazie alla spiccata professionalità ed all’alto senso del dovere mostrato dal personale medico ed infermieristico prontamente e reattivamente intervenuto, facevano sì che la nostra piccina si rianimasse, recuperando le funzioni vitali e disponendo altresì l’immediato trasferimento presso il nosocomio “Giovanni XXIII” di Bari, altamente specializzato nel campo pediatrico per gli opportuni interventi di approfondimento diagnostico. La cosa che mi fece rimanere senza parole, a dir poco allibito, fu quella che mi disse un dipendente dell’ospedale molese: “Meno male che ciò che, purtroppo, è accaduto, è successo a quest’ora. Perché se fosse successo stasera dopo le ore 20.00 non avrebbe trovato nessuno qui a prendersi cura di sua figlia, poichè l’ospedale alle ore 20.00 chiude cessando qualsiasi attività, anche quella di pronto soccorso”.
Rimasi sconcertato da queste parole. A mia figlia, se non avessimo trovato l’ospedale di Mola aperto, dovendo andare obbligatoriamente a Bari, perdendo così del tempo prezioso, non oso pensare a che cosa sarebbe potuto accadere! E’ inconcepibile che una struttura di Pronto Soccorso come questa, che abbraccia l’assistenza di un bacino così ampio di persone, venga fatta chiudere alle ore 20.00, quando invece il primo cittadino di Mola, non molto tempo fa destinò dei fondi economici per l’apertura di un punto di prima assistenza in una frazione limitrofa a Mola (Cozze) il cui uso è prettamente estivo. Mi domando, perchè non destinare questi stessi fondi per garantire quantomeno la funzionalità minima sulle 24 ore del pronto soccorso di Mola? O almeno dotarlo di qualche ambulanza in più? considerando che essendo quella di Mola già impegnata, quella che trasportò mia figlia a Bari, dovette arrivare nientemeno che dal paese di Polignano.
Ringrazio di vero cuore tutto il personale medico ed infermieristico della struttura di pronto soccorso di Mola di Bari, del personale del pronto soccorso e dell’ U.O. di Malattie Infettive dell’ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari, per la grande professionalità e competenza con cui ogni giorno svolgono egregiamente il loro lavoro, pur in una condizione sempre più carente di risorse economiche e di mezzi.
Ovviamente ringrazio inoltre la redazione giornalistica del settimanale “Fax” per avermi dato la possibilità di rendere pubblica tale testimonianza.
Spero che con tale testimonianza si sensibilizzino gli organi preposti a valutare ogni minima possibilità al fine di salvaguardare al massimo la vita di ogni cittadino. Elemento fondamentale della nostra Costituzione e soprattutto della nostra coscienza umana.
Davide D’Angelo

davidedangelo_000@fastwebnet.it

© Riproduzione riservata 01 Febbraio 2013

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