aggiornato il 28/09/2012 alle 15:00 da

Protesta dei marinai, il Sindaco di Mola scrive al Prefetto e alla Regione

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MOLA DI BARI- Aggiornamento: Il Sindaco di Mola di Bari, a seguito dell’occupazione del suo ufficio da parte di alcuni esponenti della marineria  molese ha scritto al Prefetto di Bari, al Questore di Bari, al Comandante della Direzione Marittima di Bari, al Presidente della Giunta regionale pugliese e all’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentare, per informarli dell’azione di protesta avviata dai marinai che hanno occupato, a tempo indeterminato la Sala giunta di palazzo di città. A spingere i marinai alla protesta spiega il primo cittadino molese è “l’attuazione del Regolamento Comunitario n. 1967/2006 che mette a serio rischio la prosecuzione dell’attività lavorativa di tutte le marinerie dell’Adriatico. “La marineria molese –scrive il Sindaco– ritiene inaccettabili le prescrizioni comunitarie riguardanti la taglia del pescato. Solo a titolo esemplificativo si rammenta che il Regolamento succitato prescrive la commercializzazione del merluzzo con taglia minima di 20 cm (a differenza della precedente normativa nazionale di 11 cm.) e della triglia con taglia minima di 11 cm (a differenza della normativa nazionale che prevedeva una taglia minima di 9 cm.) Inoltre la misura della taglia non è legata in alcun modo al ciclo di riproduzione del pesce: se il merluzzo si riproduce nel momento in cui acquista un peso superiore ai 300 grammi, per la triglia tale fenomeno si presenta un anno dopo la nascita.  Non si può quindi identificare come “novellame” un pesce considerato sotto taglia dalla normativa comunitaria“.
La categoria dei pescatori di Mola di Bari – continua il primo cittadino – chiede altresì la modifica del Regolamento Comunitario n. 1967/2006 nella parte riguardante il sacco della rete utilizzata per la pesca in quanto nel Mar Adriatico vi è  una rilevante presenza di specie che allo stato adulto risultano di modeste dimensioni.  Basti solo pensare che sono attualmente censite circa 59 specie commercialmente valide nell’Adriatico: solo 6 di queste specie sono inserite nella tabella “Taglie minime” del Regolamento Comunitario n. 1967/2006: conseguentemente una parte delle 53 specie non sarebbero pescate utilizzando il sacco della rete previsto dalla normativa richiamata.Tali problematiche hanno peraltro prodotto uno scollamento tra la parte scientifica e l’intera categoria i cui risultati sono, ahimè, sotto gli occhi di tutti”.
Il Sindaco “preso atto che le problematiche riguardanti le marinerie dell’Adriatico non trovano ad oggi una pronta soluzione, considerata la rilevante incidenza che l’intero settore della pesca ha sul sistema sociale ed economico non solo di Mola di Bari ma dell’intera Regione” chiede alle autorità istituzionali di adoperarsi “per trovare soluzioni necessarie ed urgenti a tutela dell’intero settore a partire da una sospensione temporanea dell’attuazione del Regolamento Comunitario n. 1967/2006 anche al fine di eseguire le opportune ed ulteriori verifiche sulla sua applicazione”.
Alle Autorità di Pubblica Sicurezza il Sindaco chiede “un supporto per potenziare l’attività di vigilanza del Palazzo Municipale non avendo, il Comune di Mola di Bari le risorse umane sufficienti a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica della Casa Comunale, in particolar modo durante le ore notturne”.

 

MOLA DI BARI – Dopo l’operazione della guardia costiera e della polizia di stato di mercoledì pomeriggio, 26 settembre, che ha portato al sequestro di 500 chilogrammi fra merluzzi, triglie e cicale, ritenute sotto taglia, e alla denuncia all’autorità giudiziaria di 11 persone per commercializzazione di prodotti ittici di taglia inferiore a quella consentita, tornano di attualità i problemi della marineria locale. Stamattina i pescatori di Mola hanno occupato la stanza del sindaco del comune  di Mola di Bari per sensibilizzarlo ed invitarlo ad affrontare con loro i problemi della marineria. Del problema si è occupato, tempo fa, il Consiglio comunale di Mola che discusse un ordine del giorno, ma poi il tutto è passato nel dimenticatoio. Nei prossimi giorni si tornerà alla carica coinvolgendo gli esperti del Ministero per le Politiche Agricole e Pesca, in riferimento alle norme del Regolamento Europeo, più volte messe in discussione dalle marinerie italiane, come l’istituzione della licenza a punti e la maglia delle reti.

 

 

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© Riproduzione riservata 28 Settembre 2012