aggiornato il 03/08/2013 alle 6:00 da

Pizzaiolo rapinato e sequestrato in casa

carabinieri-gazzella-1MOLA – Due malviventi armati di coltello e pistola, a viso coperto hanno rapinato, legato,imbavagliato e rinchiuso nel bagno della sua abitazione il gestore di una pizzeria del centro cittadino. L’uomo, un albanese quarantenne, naturalizzato italiano, residente a Mola passa l’intera giornata in pizzeria. Il sabato, si sa, è una delle giornate in cui si lavora di più e il pizzaiolo tira fino a tardi. Dopo aver servito gli ultimi clienti e riordinato il locale, intorno alle tre della domenica, torna a casa, in un condominio del centro, dove, in quest’ultimo periodo, vive da solo. La moglie, una donna albanese, è tornata in Albania, insieme al figlio, per un breve periodo. E’ stanco, ma sereno. L’uomo raggiunto il pianerottolo della sua abitazione, infila la chiave nella toppa, apre la porta e viene subito aggredito da due uomini armati e con il viso coperto che lo fanno cadere e gli intimano di non gridare. Lo legano, lo imbavagliano con il nastro adesivo che di solito si utilizza per i pacchi, lo derubano dell’incasso della giornata (circa millecinquecento euro) e del telefonino. Mettono a soqquadro la casa con la speranza di trovare altri oggetti preziosi. I rapinatori prima di scappar via rinchiudono il derubato nel bagno. L’uomo riesce a slegarsi e utilizzando i bilancieri che utilizza per tenersi in forma, forza la porta del bagno. Batte contro una parete che confina con l’appartamento di un vicino di casa, ma il muro è insonorizzato e il coinquilino non riesce a sentire. Quando riesce a liberarsi lancia l’allarme. Dal telefono fisso della sua abitazione telefona ai carabinieri, ma è troppo tardi. I rapinatori hanno già fatto perdere le loro tracce. Sul luogo del delitto i carabinieri della locale tenenza  che raccolgono elementi  utili per le indagini e un’equipe del servizio 118 che accerta la presenza di un ematoma al viso del pizzaiolo. Una rapina del genere, con sequestro di persona, mancava nella tipologia dei delitti registrati nella nostra città. I malviventi hanno studiato il colpo nei minimi particolari. Sapevano, evidentemente, che l’uomo in quella settimana viveva solo perché la moglie e il figlio erano partiti. Hanno oscurato con il nastro adesivo lo spioncino della porta di un coinquilino in modo che se avesse sentito dei rumori sul pianerottolo non avrebbe potuto vedere ciò che stava accadendo. Insomma siamo in presenza di specialisti del crimine contro i quali è necessario non abbassare la guardia.

© Riproduzione riservata 03 Agosto 2013