aggiornato il 27/12/2012 alle 9:09 da

Casina Morgese ricorda Bruno Calvani

Biblioteca_Casina_Morgese_logoMOLA – Il 2015 si avvicina, anno in cui cade il trentesimo della dipartita di Bruno Calvani, scultore di origine molese nato a Mola di Bari nel 1904 e deceduto a Milano nel 1985. La Biblioteca Rurale “Casina Morgese” è molto impegnata nel ricordare questa personalità artistica di grande importanza: Calvani realizzò un cenacolo ideale con altri artisti importanti di origine molese, come il pittore Onofrio Martinelli e il musicista Ottone Pesce. Il critico d’arte francese Waldemar George (morto nel 1970) ha associato idealmente Calvani alla ”Scuola italiana di Parigi”, insieme a De Chirico, Campigli, Severini, De Pisis, Tozzi.

Il segno più importante di Bruno Calvani a Mola è, come noto, la statua in bronzo raffigurante Dona Flor, personaggio dell’opera lirica omonima di Niccolò Van Westerhout. La statua langue in condizioni disastrose, senza oltretutto neppure una architettura basale degna. Sarebbe opera meritoria se l’Amministrazione Comunale provvedesse almeno, come tributo al trentesimo della morte, a restaurare in modo professionale la statua e a dotarla di una “cornice” basale adeguata.

Nel luglio scorso è stato stretto un accordo fra Waldemaro Morgese, animatore della Biblioteca Rurale e la figlia dello scultore, Giuliana Calvani, per realizzare nel 2015 una mostra documentaria sullo scultore.  La figlia Giuliana ha donato altresì un fondo di libri alla Biblioteca Rurale, appartenuti al padre, da cui si possono dedurre importanti frammenti e percorsi della sua biografia.

Nel mese di dicembre 2012 ha visto la luce una importante iniziativa, anch’essa privata, interamente finanziata meritoriamente dalla Farmacia Mangiolino di Mola di Bari: un libro (purtroppo fuori commercio) su Calvani curato da Pietro Ungaro, Nico Lioce e Antonia Mangiolino, con la supervisione di Giuliana Kreis Calvani, intitolato “Bruno Calvani: percorsi d’Arte”, che raccoglie alcuni scritti sullo scultore (fra cui un inedito di Renzo Modesti) e 57 immagini di varia natura, alcune policrome. E’ riprodotta fra l’altro una intervista a Bruno Calvani curata a Genova nel maggio 1968 da Gino Pisapia, oltre a testimonianze di Gustavo Traglia, Giovanni Dotoli, Gino Traversi, Giorgio Mascherpa, Alfonso Gatto, Enrico Somarè, Anna Balbo, Leonardo Borgese, Vittorio Sgarbi, Christine Farese Sperken, Enzo Fabiani. E’ riprodotto anche un appunto autografo di Carlo Carrà.

Nel sito web di Biblioteca Rurale “Casina Morgese” (www.casinamorgese.it) è possibile consultare un interessante documento del nostro concittadino Vitantonio Barbanente sulle vicissitudini che accompagnarono il progetto e la realizzazione della statua bronzea Dona Flor: basta linkare http://www.casinamorgese.it/1/bruno_calvani_ricordato_da_vitantonio_barbanente_7732359.html.

La fotocopia di questo documento è stata donata gentilmente a Waldemaro Morgese dalla figlia dello scultore, insieme ad alcuni documenti autografi originali da cui si deduce che Calvani lavorò a scolpire una “testina” di Franca, la figlia vivente del musicista Ottone Pesce.

Nel sito web “Casina Morgese” è possibile anche consultare l’intero elenco del fondo librario “Giuliana Calvani”, nonché altre notizie e immagini su Bruno Calvani.

Vorremmo che l’Amministrazione Comunale cominciasse ad interessarsi al Trentesimo: Calvani, come Ottone Pesce, Onofrio Martinelli, Vito Waldemaro Morgese, Niccolò Van Westerhout e tanti altri è stata personalità di statura ultracittadina e meriterebbe il “culto pubblico della memoria”.

© Riproduzione riservata 27 Dicembre 2012

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