aggiornato il 07/03/2014 alle 17:36 da

Servono 20 mila euro per salvare i resti del tempio greco

tempio greco 2MONOPOLI – Da mercoledì mattina sono ufficialmente sospese le operazioni di scavo nell’area archeologica di Chiasso Cristo, nei pressi della chiesa di San Salvatore, dove nelle scorse settimane, in occasione dei lavori di sostituzione dell’impianto fognario ad opera dell’Acquedotto Pugliese, sono stati rinvenuti i resti di un imponente edificio pubblico del VI sec. a.C. (molto probabilmente un tempio) su testimonianze ben più antiche, risalenti all’Età del Ferro. Una scoperta straordinaria, seguita con grande interesse dalla Soprintendenza Archeologica, perché non solo consente di aggiungere importanti tasselli nella ricostruzione dell’evoluzione storico-urbanistica della nostra città, ma potrebbe costituire un importante attrattore turistico se si decidesse di lasciare a vista una porzione dello scavo, per poter ammirare le possenti mura del tempio greco. I fondi, però, non ci sono, almeno per ora. L’Acquedotto si è fatto carico dei costi della campagna di scavo, durata tre settimane, che in questi giorni lascerà il passo ad alcune indagini in collaborazione con l’Università di Bari, tra cui rilevazioni in 3D ed analisi scientifiche sui reperti ceramici ed ossei ritrovati. “I lavori in Chiasso Cristo son stati sospesi verifiche – ha spiegato a Fax la dott.ssa Miranda Carrieri della Soprintendenza Archeologica – per effettuare la prossima settimana rilievi con particolari attrezzature che consentono di ottenere immagini in 3D. E’ necessario effettuare anche una valutazione attenta dei materiali recuperati con lo scavo stratigrafico per definire con precisione la cronologia delle strutture. Nel frattempo, il Sindaco Romani si è attivato, in costante collaborazione con la dr.ssa Francesca Portincasa, manager di AQP, per reperire fondi che consentano la prosecuzione dello scavo e la valorizzazione delle testimonianze riportate in luce. Si sta operando con la prospettiva di lasciare i resti a vista e di concretizzare il parco archeologico diffuso”. Per portare a buon fine l’auspicata operazione di valorizzazione del sito, però, servirebbero almeno 20mila euro. “Scriverò una lettera di SOS al Presidente Vendola ed al Ministro Franceschini – interviene a riguardo il consigliere Pd Michele Suma – per cercare di intercettare fondi per scongiurare il seppellimento di queste straordinarie testimonianze archeologiche”.  
Conscio dell’importanza dei rinvenimenti, ma senza sufficienti soldi in cassa da investire per lasciare a vista l’area archeologica di Chiasso Cristo è l’Assessore ai Lavori Pubblici Angelo Annese: “Abbiamo chiesto alla Soprintendenza Archeologica ed ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Puglia, nonché al Ministero per i Beni Culturali – ha dichiarato a Fax – un contributo per valorizzare l’area di rilevante importanza per evitare di richiuderla. Abbiamo chiesto 50mila euro, un importo superiore a quello attualmente preventivato, perché vorremmo fare un intervento completo, che includa anche via dei Mulini. Stiamo cercando di reperire fondi, perché ci rendiamo conto che è una scoperta importante, ma non abbiamo la possibilità di intervenire come Comune perché ci troviamo con bilanci risicatissimi. Saremmo ben lieti, dunque, se ci fosse anche la disponibilità da parte di qualche imprenditore o istituto di credito di investire in quest’opera dal grande risvolto culturale e turistico, da cui tratte ottima pubblicità”.

© Riproduzione riservata 07 Marzo 2014