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I palazzi Palmieri e Martinelli aperti al pubblico nel week-end

giornate FAI-loc.monopoliMONOPOLI – Torna anche quest’anno l’appuntamento con le Giornate Fai di Primavera. L’evento organizzato dal Fondo per l’Ambiente italiano, in programma per sabato 22 e domenica 23 marzo, è giunto quest’anno alle 22esima edizione. Monopoli partecipa con il Palazzo Palmieri e il Palazzo Martinelli i quali saranno straordinariamente aperti.
L’evento sarà presentato mercoledì 19 marzo alle ore 11 presso la Sala Consiliare “Ignazio Perricci”. Parteciperanno il Sindaco Emilio Romani, il Consigliere Comunale delegato alla Cultura Giorgio Spada e il capo-delegazione del FAI di Bari Rossella Ressa.

PALAZZO PALMIERI – Il maestoso Palazzo Palmieri che si trova nel centro storico di Monopoli, che fa “da cornice” a Piazza Palmieri, fu voluto da Francesco Paolo, (che vi abitò con la numerosa famiglia, tra cui Michele, futuro Vescovo di Monopoli) negli ultimi decenni del Settecento, da una precedente abitazione. La famiglia Palmieri fu una delle più potenti e influenti famiglie in Monopoli e il prestigioso palazzo fu uno dei tanti immobili e palazzi che la famiglia deteneva in territorio monopolitano. Alla morte diFrancesco Paolo, il Palazzo passa al figlio Teodoro e rimane proprietà dei Palmieri fin al 1921, quando muore in solitudine l’ultimo erede diretto, il Marchese Francesco Saverio, che con il suo testamento nomina erede universale la “Congregazione di Carità” e dispone che nel suo Palazzo siano ospitati un Asilo e una Scuola d’arti e mestieri. Per un lungo periodo, queste due Istituzioni hanno operato nel Palazzo che, da ultimo, ha ospitato l’Istituto Statale d’Arte dal 1965 al 1990. Attualmente, in esecuzione della  volontà testamentaria, lo stabile appartiene all’I.P.R.A.B. (Istituzione Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) per quanto riguarda la nuda  proprietà, mentre la Curia Vescovile è titolare dell’usufrutto. Nel 2010 è stato set cinematografico per la fiction di Rai Uno “Una Musica Silenziosa” per la regia di Ambrogio Lo Giudice. Il maestoso edificio, che sovrasta con la propria mole la piazza, viene costruito alla stregua di una tipica casa palazzata d’impronta napoletana, in stile tardo barocco d’ispirazione leccese. Si presenta incorniciato in basso da una zoccolatura in bugnato e in alto da un cornicione in pietra calcarea sormontato dallo stemma familiare (un altro stemma simile è presente, in chiave, sull’arco detto “ delle Palme”, che collega il palazzo al giardino; su questo si può leggere il motto iustus ut palma flore bit). La vera e propria abitazione marchesale è quella del piano nobile. Esso è costituito da un susseguirsi di stanze, quasi tutte affrescate che attorniano l’atrio interno e da altri ambienti di servizio. La sala più importante è la galleria che dà anche sul loggiato esterno; essa deve mostrare collezioni d’arte e di reperti antichi. Attigua alla galleria vi è una cappella privata sospesa sul vicolo con arco ogivale. Il piano prevede anche uno studio e la libreria del padrone di casa. L’ultimo piano, infine, era destinato all’accoglienza di parenti e amici.
                                                      
PALAZZO MARTINELLI – Palazzo del 18° secolo, esso fu elevato sulle antiche mura di cinta; del maestoso edificio, in Via Orazio Comes n° 26 dalle quali si conserva integro un lungo tratto, fu posseduto prima dai Bandino, poi dai Carbonelli e dai Lentini e infine dai Martinelli, che lo acquistarono a fine Settecento. I Martinelli erano giunti da Mola per motivi commerciali, e lo abitarono dai primi anni dell’Ottocento, dopo averne probabilmente ristrutturato la facciata. Il lungo prospetto presenta porte – finestre settecentesche, mentre il monumentale portale d’ingresso e i balconi a semicerchio del primo piano sono stati realizzati ed ampliati in stile neogotico intorno alla metà dell’Ottocento. L’edificio, su tre livelli, si affaccia sul porto e conserva ampie finestre settecentesche con timpani a pagoda ed archi a tutto sesto. Un notevole effetto scenografico produce il loggiato, eretto su tre arconi, che si affaccia sul porto con otto arcate ogivali, in stile neogotico, ed una balconata con balaustrini. All’interno, oltre l’ampio androne, è presente un cortile con una bella scalinata aperta in loggiato settecentesco a tre ordini. Vi si affacciano un’elegante finestra e una porta – finestra mistilinea. La famiglia Martinelli, deriva (da documentazione certa) da quella omonima di Mola, città nella quale essa fu presente già verso la fine del 1500, come attestato dall’atto di nascita di Clemente, nato nel 1646, che riporta altresì il nome dell’avo del neonato: un altro Clemente. L’immobile, diventato icona del porto di Monopoli, attualmente è interessato da un intervento di ristrutturazione finalizzato al consolidamento strutturale. Nell’ambito della iniziativa la rimozione delle superfetazioni ha consentito il rinvenimento, al di sotto delle controsoffittature esistenti, di solai lignei policromi settecenteschi, ricollocati in opera in maniera disorganica a seguito di precedenti interventi di ristrutturazione del Palazzo (nel corso del 1800). I solai, recuperati e assemblati in maniera corretta, hanno rivisto la luce dopo un laborioso intervento di restauro. Il cantiere è stata anche l’occasione per recuperare il loggiato realizzato in cemento nei primi anni del 900 ispirandosi allo stile veneziano nonché per restituire agli antichi fasti la scalinata monumentale di accesso. La recente scoperta poi di grotte e cavità tra le sue fondamenta la rende ancora più misteriosa e intrigante.

© Riproduzione riservata 18 Marzo 2014