aggiornato il 15/07/2014 alle 14:57 da

Ansie e aspettative dei malati di cancro

img-9874 11MONOPOLI – Cancro. Succede anche di parlarne in una calda serata di luglio, senza tabù, remissioni e pudori. Per stare “Dall’altra parte” che può essere dentro, come il malato, affianco come il medico, di fronte come la società, sopra come il sistema sanitario. In un dialogo pubblico sulla malattia oncologica, organizzato dalla macroarea di Monopoli dell’AmoPuglia e moderato da Piero D’Argento, si sono misurati venerdì scorso presso Musica d’Attracco Guglielmo Minervini, assessore regionale alla Politiche giovanili, Trasparenza e Legalità ed Antonio Conversano, responsabile dell’U.O. di Cure Palliative di Monopoli e referente per l’Asl Ba. Il malato l’uno, il medico l’altro, pur senza una fissità di ruoli giacché -s’è detto- tutti vengono direttamente o meno toccati dal “male”, hanno argomentato sulla “malattia del secolo”, il “drago”, il “polpo”, l’“ospite” indesiderato: “C’è del coraggio a parlare di cancro in una sera di luglio. E’ il coraggio dell’intelligente consapevolezza di sapere che la malattia fa parte della vita” ha detto Minervini narrando la propria esperienza di ammalato, l’insegnamento di don Tonino e la decisione di rendere pubblica la malattia nonostante il rischio di essere soggetto a compatimento. “La malattia non si addice al potere che invece è forza. Va affrontata a muro duro perché si può vincere; la diagnosi è comunque una partita aperta. Quando ti danno la notizia della malattia è come se si abbassa una saracinesca, perdiamo cioè ogni proiezione del futuro. Ogni giorno però è il tuo giorno. Ti può togliere quello che verrà ma non il presente”. All’iniezione di vita di Minervini è seguito il ritratto concreto della malattia oncologia, disegnato dal dott. Conversano, nell’appello rivolto ai medici a comunicare le diagnosi in modo non “distratto” ed a accompagnare il paziente nel percorso di cura. Il tumore, la seconda causa di morte in Italia dopo le malattie cardiovascolari, porta con sé degli effetti visibili nel corpo -la perdita dei capelli, sessualità carente- ma soprattutto nella testa con difficoltà specie nel rapporto malattia-società: “Il cancro ha rispetto della persona, nel senso che ti dà il tempo di pensare e di capire chi sei, cosa vuoi. Bisogna dare al malato la sensazione di essere preso per mano”. L’Hospice San Camillo di Monopoli che prende in carico i malati oncologici, attualmente ospita 221 pazienti fornendo un sostegno imparagonabile pazienti e familiari. Nato da un’esperienza di volontariato, è stato tra i primi centri a fornire assistenza domiciliare con oltre 50 sedi aperte oggi in Puglia: “Dobbiamo dare una mano per far sperare i pazienti nel domani. Ci vuole anche il sostegno politico con le strutture adeguate. Quando chiudono gli ospedali dove va la gente?”.Ad esorcizzazione il timore del tumore, Giulia Basile, già sindaco di Noci, e Pasqua Maria Lorusso, psicologa e scrittrice che hanno letto alcuni passi tratti dai propri libri aventi ad oggetto la malattia oncologica. Dall’altra parte, il coraggio, la forza, la speranza.

© Riproduzione riservata 15 Luglio 2014