aggiornato il 21/07/2014 alle 16:36 da

Porto Marzano, accordo dopo il flash mob. Gli scogli tornano accessibili

MONOPOLI – Il D-Day di Porto Marzano Piccolo. Larga partecipazione, durante la mattinata di domenica, alla nuotata di protesta contro la privatizzazione della scogliera di Porto Marzano Piccolo. Membri di comitati (Comitato Costa Libera e Comitato per la Tutela dello Stadio) ed associazioni locali (Terra d’Egnazia, Salvaciclisti, Salviamo il paesaggio, WWF, UdS, NaturalMente) ma soprattutto bagnanti abituali ed assidui frequentatori di un tratto di costa tanto amato si sono lanciati all’arrembaggio per combattere, a suon di bracciate, la battaglia per la fruibilità degli scogli dai quali sarebbero stati allontanati in diverse occasioni anche con l’intervento della forza pubblica. Da più di due anni l’area, lasciata per diverso tempo allo stato brado, è passata dalla proprietà dei Pasqualone a quella di Saverio Affatato che ha provveduto alla sua bonifica e riqualificazione naturale, erigendo una struttura precaria ed esercitando l’inviolabile diritto di proprietà. Sebbene in maniera anomala, infatti, dalle cartografie emerge che nella zona di Porto Marzano la dividente demaniale (la linea di confine tra i beni di proprietà e quelli appartenenti al demanio marittimo) si interrompe lungo un tratto di costa di quasi 450 m. Ne consegue che alcune particelle catastali arrivano fino al mare, sancendo di fatto la proprietà privata anche della scogliera. Un fatto inaccettabile per quanti considerano il mare un “bene comune” e che quindi ha scatenato le rimostranze dei bagnanti, non ultimo il flash mob di domenica avente lo scopo di restituire la libera fruibilità della scogliera. Un’azione che ha visto l’intervento sul posto di Alberto Pasqualone, ex proprietario ma soprattutto rappresentante della classe politica locale che ha assicurato la possibilità di accesso all’area, nel rispetto della proprietà privata e delle persone: “Nel momento in cui c’è rispetto, educazione e non ci sono insulti o vandalismi, la proprietà si riserva la disponibilità di consentire la fruibilità del posto ma senza creare intralcio ad un’attività che ha tutti i permessi e che è in regola. Nessuno vuol togliere niente. Nei confronti di quelle persone che in maniera educata si recano lì per godere del mare c’è la piena apertura. Chi vuole strumentalmente utilizzare questo fatto per fini politici, speculativi o odio sociale c’è la chiusura totale. Di fronte a chi arriva ad insultare o arriva la notte a rompere un muretto ci saranno sempre le forze di Polizia. Siamo in uno Stato di diritto. Lì non è stato posto un granello di cemento, quello è un intervento che deve essere da esempio a tanti architetti. Con la massima serenità posso garantire che si sta operando nella correttezza”. Il riferimento è anche alla procedura di delimitazione del demanio marittimo che il Demanio dello Stato, il Demanio regionale e la Capitaneria di Porto stanno attuando sul tratto interessato dall’anomalia, con un primo sopralluogo e relativo verbale già effettuato.

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© Riproduzione riservata 21 Luglio 2014