aggiornato il 24/09/2014 alle 10:24 da

Al porto vecchio rivive l’asta del pesce [VIDEO]

asta-porto vecchioMONOPOLI – “Undici e cinquanta, undici e settantacinque, dodici euro…Dodici euro e uno, dodici euro e due, dodici euro e tre! Il pescato è aggiudicato”. Un salto nel passato, a quella compravendita immediata che si bandiva un tempo, col sapore del mare sul pesce appena sbarcato, il senso della partecipazione collettiva, l’adrenalina della competizione, la fierezza dell’affare compiuto. Bastava un banchetto allestito alla belle e buona, la voce possente dell’astatore, le offerte degli acquirenti e  all’asta del pesce era avviata. Nell’ambito degli eventi previsti ne “L’Isola dei Pescatori” si è tenuta una riproposizione dell’antica tradizione dell’asta del pesce, inscenata grazie al supporto degli operatori di via Porto e di Cosimo Fiume della Pescheria Ciccià. Sabato mattina, al Porto Vecchio, è stata la volta dei piccoli studenti, calatisi nei panni di attenti acquirenti, i quali sono stati catturati dalla simpatia e dall’allegria del banditore, il Colonnello Ciccià che si è fatto riconoscere non solo per il suo “viaaaa” all’asta ma anche per una testa di pesce spada sfoderata come fosse una spada. Il pescivendolo ha tenuto poi una lezione sulle innumerevoli risorse del mare, lasciando i ragazzi esterrefatti e compiaciuti. Domenica, l’asta del pesce, dal valore simbolico in quanto non vi è stato alcun utilizzo di denaro, è stata riproposta anche in via Porto, ma per un pubblico di adulti, alcuni nostalgici, altri meravigliati nello scoprire una consuetudine che risale a tempi andati ma che in alcuni paesi è ancora praticata. L’asta a voce, con il suo fascino, era un momento di aggregazione oltre che un’occasione per i pescatori di dar evidenza diretta del proprio operato. Ecco perché non si dovrebbe mai dimenticare quel che si era!

© Riproduzione riservata 24 Settembre 2014