aggiornato il 14/11/2014 alle 17:41 da

Eco-Leather, trattativa ad alta tensione. Per ora nessun accordo

eco-leatherMONOPOLI – Nervi tesi sulla trattativa relativa alla vertenza Eco Leather. Le rappresentanze di Filctem Cgil, UilCem, Ugl Chimici e Cobas oltre le Rsu aziendali si sono riunite in assemblea per ben due volte nel corso di questa settimana (mercoledì e venerdì) per trovare “la quadra” sui
272 esuberi dichiarati dall’opificio di via Marina del Mondo che fa capo all’imprenditore Attilio D’Apolito. Non c’è ancora un accordo sindacale ed ormai la vicenda si è ridotta a vera e propria algebra.  
Nonostante  il passo in avanti rispetto ai primi di ottobre quando addirittura i vertici aziendali sembravano pronti a far cessare l’attività dello stabilimento di pelli, si viaggia ancora su un centinaio di unità da metter fuori dall’azienda e da sostenere con la mobilità (si ricorda che 56 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria e in mobilità con indennità) . La proprietà avrebbe addirittura proposto la disoccupazione ordinaria o la mobilità senza indennità per 170 unità mentre la restante parte andrebbe in contratto di solidarietà. I sindacati, tuttavia, stanno tentando la strada “del meno peggio possibile”: il 22 novembre prossimo arriva a scadenza, prorogabile di 45 giorni, il primo anno di contratto di solidarietà stipulato dai 320 dipendenti dello stabilimento. Qualora si riuscisse ad ottenere una proroga di un anno del contratto di solidarietà, è stato verificato secondo normativa di legge, ricadendo questo nel mese di agosto 2015, i lavoratori avrebbero diritto ad un ulteriore anno che li porterebbe al 2016. Sono 36, intanto, i lavoratori che hanno accettato la mobilità volontaria incentivata (10 mila euro lordi) e che passeranno in mobilità con indennità (scadenza 16 novembre). Il 20 novembre prossimo, tuttavia, è previsto un nuovo tavolo, probabilmente quello decisivo e che porterà alla sottoscrizione di un accordo.

© Riproduzione riservata 14 Novembre 2014