aggiornato il 17/03/2015 alle 15:32 da

Incubo xylella: fermate quei carichi di legna proveniente dal Salento

20150317 102114MONOPOLI – Questa mattina un gruppo di agricoltori locali facenti capo alla Copagri ha presidiato l’ingresso della centrale a biomasse per chiedere alle autorità regionali lo stop al trasferimento, nell’impianto della Ital Green Energy del Gruppo Marseglia, degli sfalci di potatura provenienti dal Salento dove imperversa l’epidemia di Xylella. Il timore degli agricoltori è che in quei carichi possa celarsi il batterio che poi potrebbe diffondersi nel nostro territorio decretando la morte degli ulivi secolari.
“La proliferazione della Xylella fastidiosa – spiega il presidente della Copagri Tommaso Battista – ha raggiunto livello ben oltre la soglia dell’allarmismo. Dal basso Salento ormai l’epidemia ha raggiunto il cuore della provincia di Brindisi e le notizie che arrivano da Oria lasciano intendere che il cordone fitosanitario ipotizzato dalle autotità competenti deve essere ripensato perchè già superato dal fenomeno.  Atteso che ormai non c’è altro tempo da sciupare, non si capisce il motivo per il quale, nonostante tutte le ipotesi di contenimento dell’epidemia e relativi altissimi costi, si consenta ancora il trasferimento dalle zone limitrofe ai focolai, di materiale di risulta da potatura in qualità di biomassa conferiti alla centrale di Monopoli o altrove. Ciò esposto, si chiede al commissario dott. Giuseppe Silletti, l’immediata cessazione di detti conferimenti, perchè in evidente contraddizione con tutte le iniziative ipotizzate oggi. A cosa serve un cordone fitosanitario di quelle dimensioni – spiega Battista – se poi si trasporta il batterio ovunque? Bisogna tener conto, inoltre, che l’epidemia è stata sinora frenata dalle basse temperature invernali ma con l’arrivo delle più miti temperature primaverili e ancor peggio estive, la Xylella prenderà ancor più micidiale vigore. Non si capisce il ritardo delle autorità al cospetto di un fenomeno che potrebbe assumere dimensioni epocali, cambiare per sempre l’aspetto dei nostri territori. La Xylella – conclude il presidente della Copagri – potrebbe sfregiare per sempre un paesaggio che ha consentito alla nostra terra  di essere una delle mete più ambite da tutti i turisti del mondo, dare il colpo di grazia ad una agricoltura già esangue a  causa di una crisi economica senza precedenti.

© Riproduzione riservata 17 Marzo 2015

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