aggiornato il 08/09/2010 alle 10:05 da

Pronto Soccorso: accessi record, personale insufficiente

MONOPOLI – Al Pronto Soccorso accompagnati dalle Forze dell’Ordine. Nelle ultime settimane sembrerebbero essersi moltiplicati i casi di pazienti che hanno denunciato inadempienze nell’accesso al presidio di primo intervento dell’Ospedale San Giacomo di Monopoli, facendo conseguentemente ricorso all’intervento soprattutto dei Carabinieri. Dalle parole del dott. Dibello, primario del Presidio di Primo Soccorso, il chiarimento sull’accaduto e l’annuncio di una rimodulazione provvisoria del servizio di turno integrato.
Il Pronto Soccorso sembra risulti inaccessibile all’utenza. Cosa accade?
Ci sono file interminabili nostro malgrado, perché noi vorremmo seguire tutti nel più breve tempo possibile. Oggettivamente il nostro è diventato il Pronto Soccorso di riferimento su tutto il bacino dell’ex Bari 5 e del sud-est barese considerando che tra Bari e Brindisi è l’unico che lavora tantissimo. Questo significa che gli accessi non sono mai inferiori ai 130-140. Nel periodo estivo il fenomeno si accentua ma negli altri periodi il numero non diminuisce.
Qual’è il criterio di accesso seguito in un Pronto Soccorso?
Noi abbiano un sistema che si chiama triage, un filtro di accettazione a cui si assegna un codice bianco, giallo, rosso. Da piccole patologie che potrebbero essere seguite dalla medicina di base ma che non mandiamo indietro, a quelle che mettono a repentaglio la vita del paziente. Va da sé che vengono curati prima i codici più gravi: se dovessero arrivare contemporaneamente, come spesso succede, codici gialli e rossi, il codice di gravità inferiore deve aspettare.
Chiariamo dunque: il ricorso alle forze dell’Ordine non deriva da mala sanità ma dall’impossibilità a gestire la sanità.
Credo di essere, dopo 25 anni di attività, abbastanza sensibile alle problematiche dell’utenza e della collettività. Le proteste, i reclami, i ricorsi intorno al Pronto Soccorso vertono su un unico argomento: l’attesa e magari la mancanza di posti letto, col paziente che non vorrebbe essere trasferito in altre strutture. Non credo di avere la bacchetta magica. Per noi il trasferimento è un carico maggiore perché mettere a disposizione personale medico ed infermieristico, ambulanza ed autista significa sguarnire ulteriormente il presidio.
Esiste un reale problema di sotto potenziamento del presidio?
Sì è chiaro. Da mesi ho una corrispondenza continua con la Direzione Generale perché, in base alla mole di lavoro, il personale sia medico che infermieristico è insufficiente. Se considerando il momento di grande difficoltà, avendo titolarità come direttore della Struttura Complessa Monopoli-Conversano ho fatto una proposta che giovedì mi è stata accettata.
Ovvero?
Una rimodulazione del turno fra Monopoli e Conversano. In virtù del fatto che a Conversano, per la chiusura anche di reparti, il numero degli accessi giornaliero è nettamente inferiore, fatta la proporzione fra i carichi di lavoro e avendo Conversano un assetto organico speculare a Monopoli, ho proposto di ridurre la guardia a una singola unità per turno a Conversano per irrobustire Monopoli con 3 unità per turno. Se dovesse esserci un problema o un momento di difficoltà, la terza unità resta a disposizione di Conversano. Mi sembra una proposta oltre che congrua anche razionale anche se so che si scatenerà il subbuglio ma ho le idee chiare e so che ciò che sto facendo è fatto in maniera corretta.
Esiste soluzione ottimale?
Istituzionalizzare un osservatorio breve nei locali del Pronto Soccorso cioè tenere i pazienti in osservazione o per un eventuale ricovero o per le cosiddette dimissioni in sicurezza o per evitare i ricoveri impropri. Purtroppo la cultura dell’emergenza non è stata ancora metabolizzata, questa è la drammaticità della situazione.
Cosa si sente di dire a chi ha polemizzato sulla tempistica d’intervento e sul comportamento del personale sanitario?
Io sono rammaricato sull’episodio del padre e della bimba con la ferita al mento. Mi rendo conto dell’apprensione, della concitazione, che per un genitore è una situazione gravissima ma per un medico non c’è pericolo di vita. Il paziente dovrebbe essere più “paziente” ed avere buon senso. Le forze di polizia si sono tra l’altro rese conto che all’interno c’erano situazioni ben più gravi. Tra l’altro è stato descritto bene nella lettera. La cosa però che mi ha infastidito è che sono state dette cose non vere: che nel Pronto Soccorso ci sono, oltre a 2 medici di guardia, 2 medici reperibili -che non esistono- e che il dott. Dibello era latitante. Io che passo 12 ore al giorno in questo posto, essendo io un essere umano, credo di aver diritto ad una settimana di ferie ed io ero in ferie.

© Riproduzione riservata 08 Settembre 2010