aggiornato il 11/11/2010 alle 15:10 da

Il monumento in abbandono

MONOPOLI – monumento-in-abbandonoIl monumento dei Caduti del Mare sito in Largo Fontanelle a Monopoli, ricorrente bersaglio di ignoti vandali. Malamente, il tributo della città e della Marineria civile e militare a coloro che, in pace e in guerra, hanno perso la vita fra i flutti spesso per nobile causa, nel tempo è stato trasformato nel custode di dediche e scritte deturpanti il prospetto, in un accanimento inspiegato nei confronti di un bene pubblico evidente anche dal danneggiamento dello stemma araldico della Marina Militare che vi capeggia. Un oltraggio al senso civico ma soprattutto al potere simbolico di un’opera -la riproduzione di un faro che punta dritto al mare- che, forse pochi ricordano, essere stata finanziata dalla sezione locale dell’ANMI, oggi presieduta dal Maresciallo Michele Lafronza. Con una forma di autotassazione dei soci, infatti, ad opera dell’architetto Lacitignola e del costruttore Luca Ruggiero, il monumento ai Caduti del Mare porta “la firma” dell’allora vicepresidente dell’ANMI Italo Barletta, in quanto per sua intercessione, l’ex sindaco Copertino e l’ex assessore alla Pubblica Istruzione Laganà, ne approvarono la costruzione. Il 3 settembre 1988, l’ANMI affidò il monumento nella custodia dell’allora sindaco Francesco Alba ma più in generale alle generazioni di monopolitani, affinché perdurassero, nell’onore, la memoria di quei tanti che ancora oggi donano la vita per la patria. In un orgoglio comune che stride con lo stato cui versa l’opera, mercoledì oggetto di quello che poi si rivela un “temporaneo” intervento di sistemazione (cancellazione delle scritte, sebbene sia necessario anche il ripristino della pavimentazione e dello stemma) vista l’imminente Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, prevista per domenica mattina con il relativo omaggio ai caduti. Un oltraggio che sta portando a far pensare di recintare il monumento con delle catene, frenando -chissà- il cattivo costume di chi, per liberare se stesso, ingabbia la comune decenza.

© Riproduzione riservata 11 Novembre 2010