aggiornato il 23/03/2011 alle 15:21 da

Porto, come cambia senza la cementeria

MONOPOLI – relatori-porto2-area-portuale-senza-ecomostroPronta la bozza dello schema di assetto riguardante la zona P1 del porto, cioè la parte a nord della città ancora occupata dall’ecomostro della cementeria. L’amministrazione per far conoscere questo lavoro, così come aveva preannunciato, nel corso della settimana ha organizzato una serie di incontri: martedì con gli operatori portuali, le cooperative, le agenzie marittime, coloro che effettuano servizi di trasporto, i cantieri navali e la Lega Navale, mercoledì con la cittadinanza e giovedì con le cooperative edilizie. Tanta la partecipazione intorno a questo argomento che sta a cuore della città. A presentare lo schema elaborato per conto della proprietà privata dell’Italcementi, dinanzi anche a diversi esponenti politici locali e al progettista del Pug, Federico Oliva, è stato l’architetto bergamasco Gabrio Rossi. “Lo schema di assetto – ha precisato l’architetto – è un momento preliminare per la presentazione di un’idea progettuale. Le volumetrie industriali – ha continuato – sono state spostate su altri settori turistico-ricettivo, sono stati ripensati gli spazi per perseguire nuovi obiettivi”. Un progetto sostenibile – Da una parte dunque il recupero dell’area industriale, dall’altra lo sviluppo delle attività commerciali e turistiche legate al porto. Tutto ciò considerando che, allo stato attuale, la massa della cementeria incombe sul bacino portuale e sul centro murattiano e che da questa presenza “ingombrante” si deve originare un progetto basato su una sostenibilità ambientale e una prospettiva ecologica. Un nuovo assetto viario e una piazza – L’idea illustrata è quella di congiungere la strada a nord della città con Cala Fontanelle. In questa vasta area poi l’idea architettonica è anche quella di creare una nuova piazza. Una piazza, tra l’altro collocata in posizione strategica: a meno di 300 metri dal borgo, in completa continuità quindi con il centro cittadino e con una suggestiva visuale sul mare. La piazza avrebbe funzioni turistico-ricettive e di accoglienza e intorno ad essa potrebbero comparire una serie di attività commerciali: bar, ristoranti, alberghi… Un waterfront diverso – Monopoli vista dal mare cambia la sua immagine. Non più quel relitto industriale, ma con l’arretramento dei volumi rispetto alla costa e con la cessione del 50% degli spazi al Comune per lo sviluppo delle attività portuali, ciò che appare alla vista è una grande spianata, mentre le volumetrie spettanti ai privati vengono distribuite su alcuni edifici, di cui due più alti che supererebbero anche i 30 metri di altezza, pronti ad ospitare appartamenti. “L’obiettivo – ha continuato l’architetto – è quello di costruire un sistema armonico. Le volumetrie spettanti al privato sono state conservate con la sensibilità di non fare una cosa brutta, un pugno nell’occhio. Si tratta di edifici che non stonano con il contesto, pensati con l’idea di spingersi in altezza per evitare di consumare suolo e allo stesso tempo creare ombra”.

© Riproduzione riservata 23 Marzo 2011