aggiornato il 26/04/2011 alle 14:52 da

Le tombe inglobate nella nuova banca

MONOPOLI – tombeQuando l’antico incontra il moderno, un felice connubio è possibile. Ottemperando le esigenze del privato ma anche della comunità, salvaguardando le radici della propria storia. Che è cultura ed allo stesso tempo ricchezza. Una dimostrazione ne è quanto sarà dell’area tra via Rattazzi e via Cappuccini, dove in settimana, dopo due anni e mezzo, sono tornate al lavoro le ruspe per costruire la nuova sede della Banca Credito Cooperativo di Monopoli. Qui nel luglio 2008 furono rinvenuti importantissimi resti non solo medievali ma anche d’età classica. Infatti, accanto a tombe del IV secolo – alcune persino con statuine di terracotta quale corredo funerario – lo scavo archeologico, condotto dalla dott.ssa Amatulli con la supervisione della dott.ssa Miranda Carrieri della Soprintendenza, riportò alla luce anche un’insolita facciata di un insediamento rupestre, con tanto di ingresso, nicchie e buchi ricavati nella parete per legare gli animali. Scoperte importantissime, utili ad avvalorare ancor più la tesi secondo la quale Monopoli era un grande centro abitato già in età classica, con una pullulante vita parallela e non successiva a quella di Egnatia, nonché la “città delle tane”. Inevitabile fu, dunque, la sospensione dei lavori per modificare il progetto di costruzione della banca nel rispetto dei preziosi reperti, da sottoporre poi al parere della Soprintendenza. Il nuovo progetto prevede, infatti, che i reperti non saranno distrutti ed interrati nelle fondamenta del nuovo edificio a quattro piani, bensì conservati e resi fruibili dalla banca. Ad annunciarlo a Fax è direttamente il presidente della Banca Credito Cooperativo di Monopoli Nazzareno Longano: “Ieri (mercoledì ndr) con la supervisione della Soprintendenza abbiamo scavato l’area adiacente via Cappuccini – ha spiegato – per verificare se vi fossero altri reperti. Non è stato rinvenuto nient’altro e quindi abbiamo avuto il via libera per procedere, anche se dovremo comunque sospendere i lavori perché non sono pronti i calcoli. A seguito delle scoperte avvenute due anni e mezzo fa – ha proseguito – abbiamo dovuto modificare il progetto iniziale. D’intesa con la Soprintendenza, saranno conservati tutti i reperti adiacenti al Visconti, che saranno fruibili nel sotterraneo mediante un corridoio ed una porta blindata. Se gruppi di scolaresche o turisti vorranno visitarlo, basterà avvisare un giorno prima la banca. Vogliamo dimostrare con ciò di essere coerenti”. La BCC riconferma, dunque, grande sensibilità ed amore per la propria città, nel sociale così come in ambito culturale. Traendo ancor maggior prestigio dai tesori custoditi nelle sue fondamenta.

© Riproduzione riservata 26 Aprile 2011