aggiornato il 22/07/2011 alle 10:25 da

Centro storico, i residenti protestano contro la chiusura del traffico

protesta_residenti_centro_storicoprotesta_residenti_centro_storico_2

MONOPOLI – Sporco, tanto. Rumore, troppo. Rispetto per le famiglie, nessuno. Lo scenario è il Centro Storico di Monopoli dove la totale chiusura al traffico disposta nei mesi di luglio ed agosto sta creando notevoli disagi e malumori fra i residenti che hanno fatto unione e forza costituendo il comitato “Centro Storico Libero” con referente la signora Cecilia Perricci. Il bersaglio è la scelta politica e dirigenziale di istituire, nei periodi di grande frequentazione turistica, una zona pedonale nelle vie del borgo antico lungo le quali, tutti i giorni dalle ore 20.30 alle ore 24.00, ad eccezione del venerdì e sabato dove l’orario si prolunga alle ore 1.00, è interdetto l’accesso con veicoli e motorini. Un provvedimento -osservano dal Comitato che ha all’attivo più di 60 membri- privo di ogni presupposto legale e civile, omissivo di ogni reale cognizione sociale in cui versano le famiglie del Centro Storico (abitato notoriamente da anziani o minori per i quali è quanto meno difficoltoso, se non impossibile, raggiungere le proprie abitazioni senza l’ausilio di parenti o mezzi) e che necessiterebbe di una revisione. Richiesta che il comitato, composto in larga parte da donne, ha espresso in una manifestazione di protesta che si è svolta giovedì sera, presso Largo Portavecchia, cui hanno preso parte gli abitanti del borgo antico, vessati dalla frustrazione di essere come “agli arresti domiciliari” e privati della libertà di uscire o accedere a casa propria. La richiesta, inoltrata all’indirizzo del consigliere comunale Stefano Lacatena che ha preso parte al corteo, è sostanzialmente di limitare la disposizione di chiusura ai soli non residenti. Altrimenti posticipare l’orario di chiusura al traffico alle ore 21.00 o limitare l’interdizione al solo fine settimana: “Se si permettesse ai residenti di circolare coi propri mezzi, non si creerebbero disagi perché non si sposterebbero mai tutti insieme. Ciò che chiediamo è sentirci liberi di disporre del nostro tempo e delle necessità delle nostre famiglie”.

 

 

© Riproduzione riservata 22 Luglio 2011