aggiornato il 19/01/2012 alle 7:47 da

La benedizione degli animali

phoca_thumb_l_DSC_0635MONOPOLI – Un inno agli animali domestici come fedeli partecipanti alla vita dell’uomo, nel loro essere servili amici, solerti aiutanti nel lavoro e strabilianti portatori di sollievo e supporto. Si è rinnovato iseri sera, nel giorno della festività di Sant’Antonio Abate, il rituale della benedizione degli animali domestici, una manifestazione spontanea curata da appassionati amanti degli animali, tra questi Silvia Gialloreto. Una tradizione che affonda le radici nel tempo, attraverso la quale la gente dei campi, in una società prettamente agricola, manifestava la propria devozione al Santo che l’iconografia sacra rappresenta con un maialino ai piedi. Nonostante i cambiamenti del tempo, affidare all’intercessione di Sant’Antonio il proprio compagno animale, è ancora un gesto vivo che ha acclamato dinnanzi al sagrato della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Monopoli una moltitudine rumorosa di cani di tutte le razze, e ancora gatti, conigli ed uccellini, condotti chi nelle gabbiette, altri al guinzaglio, qualcuno nelle calorose braccia dei propri padroni, tutti agghindati, un po’ per l’occasione, un po’ per il freddo pungente della giornata con nastri, nappe e abitini colorati. L’adunanza pelosa, poi, tra miagolii, guaiti, latrati si è zittita dinnanzi alla formula di solenne benedizione impartita dal parroco Don Vito Schiavone a seguito della quale, come in una grande festa, sono seguiti i saluti. Tra una leccatina, abbaiando al vicino, comunque rinnovando all’anno a seguire questo raduno, stimolo al confronto ed alla condivisione dell’amore per gli animali.

© Riproduzione riservata 19 Gennaio 2012