aggiornato il 30/03/2012 alle 8:01 da

Muolo: abbattere i pini scelta politica sbagliata

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MONOPOLI – Riceviamo e pubblichiamo:

 

Gentile Direttore,

La ringrazio vivamente per aver ospitato la mia lettera sabato scorso e di aver dato spazio a un’eloquente documentazione fotografica. Grazie anche alla grande diffusione di Fax, ora tutti i cittadini sanno dello scempio che il Comune sta conducendo nel voler eliminare gli alberi di pini vegetanti rigogliosamente da decenni in questa città. Per quanto ha affermato l’assessore ai lavori pubblici, ing. Alberto Pasqualone (“Muolo ha preso un grosso abbaglio tecnico”), gli rispondo che ciò che sta succedendo in questo paese non è solo una questione di colore, ma una scelta politica vera e propria. Si sa che il tempo a disposizione è sempre insufficiente, per portare a termine nel quinquennio tutte le opere promesse durante la campagna elettorale, e allora si organizzano le strategie più disparate per non far sembrare infruttuosa l’attività politica, magari cambiando tinta alla scenografia urbana. Come, per esempio, togliere dalle strade i pinus pinea color verde marcio sostituendoli con altre essenze botaniche più colorate. Si dice che chi non opera non sbaglia mai e solo chi fa è soggetto a errori. A Monopoli, è vero, si sta facendo tanto, ma sbagliando anche. Come l’assurdo abbattimento delle lussureggianti dracene drago, sul cui sito è stata inserita una fontana di estetica discutibile. Qui prevale il colorato senso dell’esercitare la nobile arte di abbellire la città col verde che, per quanti sforzi abbiano potuto fare anche le precedenti amministrazioni, è sempre scarso.
Un ”abbaglio tecnico”? Mah! Credo di non aver fatto errori! Ho semplicemente compiuto il mio dovere di tecnico subordinato, piantando pini a seguito di una scelta politica e in base a progetti esecutivi via via approvati dalle Giunte dell’epoca. Ho difeso tali scelte e mi sono dato da fare nel mantenere in perfetta manutenzione strade e marciapiedi fino a quando sono stato in servizio nell’Utc, ovverosia fino a tutto il 1996. Dopo sedici anni la situazione oggi appare enormemente aggravata, ma ciò non credo autorizzi chicchessia a spiantare alberi di tale bellezza solo per il gusto di mettere a dimora al loro posto altri tipi più “adatti” e rifacendo ex novo strade e marciapiedi. Continuo a credere che la soluzione più idonea sia quella di rifare il manto stradale d’usura dopo aver tagliato soltanto le radici esuberanti e correggere le livellette. Lo fanno gli altri Comuni limitrofi e l’Amministrazione provinciale di Bari, non vedo perché non lo dovremmo fare noi a Monopoli. Dopotutto, la posa del tappetino bituminoso superficiale si dovrebbero eseguire ogni due o tre anni. Nell’ultimo ventennio le vie alberate A. Pesce e V. Veneto sono state asfaltate una sola volta e in quella sola volta nessuno s’è accorto che bisognava tagliare prima qualche radice e non l’ha fatto. E il viale delle Rimembranze zero volte! Intanto le radici continuavano a espandersi tra il menefreghismo generale. L’Assessore dice che è stata colpa mia. Lui è un giovanotto e non può aver vissuto gli anni della mia attività presso l’ufficio tecnico e quindi non può neanche essere in grado di giudicare il contesto urbano di allora e le ragioni per le quali la nostra città è stata adornata di migliaia di piante di pino. Le Amministrazioni di allora avevano una cura maniacale degli alberi che piantavano in città e contemporaneamente effettuavano anche i necessari lavori di manutenzione ordinaria stradale, la cura apicale del verde con regolarità, compreso il taglio sistematico delle radici esuberanti. Non si poteva abbattere nessun pino insito sulle pubbliche strade perché scattava subito la denuncia della Soprintendenza ai Monumenti (non capisco perché oggi nessuno intervenga per frenare il taglio di alberi vivi e vegeti). Sì, il traffico era notevolmente inferiore a quello di oggi, ma la politica privilegiava il verde. Ora la città è invasa completamente dalle auto e si ignora l’inquinamento che ne deriva. Che vuole che Le dica, caro Assessore? Io sto dalla parte di chi difende il verde pubblico, a ogni costo, anche quello di riparare quando occorre strade e marciapiedi urbani a tutela di tutti gli alberi di pino. Che sono quelli che fanno respirare di più e meglio i nostri polmoni.       

Franco Muolo

 

© Riproduzione riservata 30 Marzo 2012