aggiornato il 26/04/2012 alle 7:53 da

Monopoli celebra la festa della liberazione

MONOPOLI – Il 25 aprile tra memoria e riflessione. Nel 67° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, con cui si ricorda l’insurrezione e il riscatto di Milano da parte dei partigiani e della popolazione civile insorta contro gli invasori, Monopoli ha reso onore alla ricorrenza rinnovando l’impegno per la difesa e lo sviluppo della democrazia. Presenti le istituzioni militari e civili, le associazioni, una rappresentanza di alunni delle scuole d’istruzione primari e cittadini, la cerimonia commemorativa ha avuto inizio presso Palazzo di Città dove, sulle note del silenzio è stata apposta una corona di alloro alla lapide ai Partigiani Monopolitani sita sulla facciata rivolta al Comune della Chiesa di San Francesco d’Assisi. Il lungo corteo si è poi diretto verso Piazza Vittorio Emanuele raccogliendosi attorno al Monumento ai Caduti sul quale, due agenti di Polizia Municipale in alta uniforme, hanno deposto la corona di alloro. Il cerimoniale ha successivamente visto l’intervento del dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli, il vice-questore dott. Fabio Caprio, il quale ha portato all’attenzione generale la figura di Giovanni Patatucci, Commissario di Pubblica Sicurezza a Fiume quando l’Istria era ancora italiana, che, deportato a Dachau in un campo di lavoro forzato dove trovò la morte a 36 anni, si stima abbia salvato dalla deportazione circa 5.000 ebrei, rifiutandosi talvolta di consegnare i certificati che tradivano la loro origine. L’invito all’unità nella lotta contro ogni forma di oppressione, discriminazione e violenza è stato inoltrato alla folla dal Baby Sindaco Sebastian Neculau cui è seguito la dissertazione del Primo Cittadino ing. Emilio Romani. Il Sindaco, nel sottolineare l’importanza del ricordo delle proprie radici e del valore e l’impegno di uomini e donne che hanno combattuto per la libertà e l’unificazione del Paese, ha guardato alle due fasi che hanno caratterizzato l’Italia repubblicana post bellica: il benessere diffuso, il tenore di vita e le condizioni socio economiche cresciute parallelamente al boom economico degli anni ’70 e lo sviluppo odierno che si è nutrito del debito pubblico. L’analisi è stata lo spunto per una riflessione più ampia sul momento di crisi, sacrificio e disuguaglianza sociale che caratterizza l’Italia intera e che non può non trovare soluzione se non nell’impegno a garantire alle nuove generazioni la speranza del futuro: “Oggi il senso della festa è ritrovare lo spirito di nazione, un’idea superiore di Paese oltre gli steccati e le contrapposizioni ideologiche che faccia concentrare tutti con dignità nel tentativo di dare futuro ai nostri figli”.
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© Riproduzione riservata 26 Aprile 2012

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