aggiornato il 13/07/2012 alle 13:56 da

Vulpio denuncia la capitaneria: liquami in mare ma sono stato ignorato. La replica del comandante

MONOPOLI – DSC_1038La Guardia Costiera di Monopoli attaccata in diretta televisiva (sul Tg Norba 24) e davanti ad una platea gremita durante un dibattito pubblico. Alla undicesima edizione del Libro Possibile di Polignano a Mare, giovedì sera, il giornalista di Repubblica Carlo Vulpio, ospite in piazza San Benedetto in occasione della presentazione del libro di Vittorio Sgarbi, moderato dal direttore di Fax e Telenorba Enzo Magistà, ha denunciato un fatto di cronaca avvenuto la mattina nel mare di Monopoli, segnalato al locale Ufficio Circondariale Marittimo che, a quanto dire da Vulpio, «hanno inviato una pilotina soltanto dopo il terzo sollecito». Sul palco ha proseguito nella narrazione, spiattellando nomi di militari con toni di una certa tempra tanto da guadagnarsi l’ovazione finale. «Ero in spiaggia, sotto il resort Don Ferrante in cui sono stato ospitato, e quattro imbarcazioni stavano sversando merda a pochi metri dalla costa, nel mare di Monopoli, bandiera blu. – il racconto di Vulpio – Assieme a trenta bagnanti, da tutte le parti d’Italia, abbiamo assistito a questo fenomeno e telefonato in Capitaneria di Porto. Avrei potuto farmi i fatti miei ma vedevo che le persone venivano respinte ed ho provato anch’io a chiamare. Anche a me hanno trattato male quindi li denuncerò alla Procura della Repubblica». Quando il mezzo nautico della Guardia Costiera ha raggiunto il punto esatto della segnalazione le imbarcazioni si erano allontanate. «Forse le avevano avvisate loro stessi» affonda Vulpio. Di contro abbiamo raccolto la risposta del titolare dell’Ufficio, il Comandante T.V. Francesco Esposito: «il signor Vulpio è liberissimo di denunciarci in Procura. Le sue dichiarazioni si espongono, però, a delle ripercussioni di carattere penale. Quando siamo stati contattati noi avevamo già inviato la motovedetta. E’ tutto agli atti. Questi è giunta sul posto e dei liquami segnalati non è stata trovata assolutamente alcuna traccia e neppure le barche. Se queste fossero state così vicine alla costa, come il signore dice di aver notato, avrebbe quantomeno dovuto prendere il numero di targa e renderci un servizio migliore. E’ facile richiamare l’applauso di una folla accondiscendente con una demagogia di basso livello».

© Riproduzione riservata 13 Luglio 2012