aggiornato il 13/09/2012 alle 13:34 da

La piscina comunale chiude. Tamborrino: affidamento urgente in attesa della gara

DSC_1638MONOPOLI – AGGIORNAMENTO: Sul caso della chiusura della piscina comunale ospitiamo l’intervento del consigliere comunale, Francesco Tamborrino:

“Mi chiedo come sia possibile che per ben quattro anni i gestori della piscina comunale non abbiano pagato i canoni di locazione e che in tutto questo tempo non sia stata intrapresa alcuna azione giudiziaria da parte dell’amministrazione. Ci si ricorda solo oggi quando il contratto è ormai prossimo alla scadenza e astutamente, tra il pagare i canoni arretrati e portare a naturale conclusione il contratto, il gestore fa sapere di fare armi e bagagli e sbaraccare. 
Ma c’è di più.
Mi chiedo cosa si è fatto durante tutta questa estate in cui la piscina è stata chiusa per fare in modo che non si giungesse a questo epilogo? È possibile che queste bombe debbano esplodere sempre quando è troppo tardi? È possibile che debba essere sempre tenuto tutto in gran segreto fino a quando la notizia non esplode? E ora l’appalto dei rifiuti, ora il trasferimento della G. Modugno, ora il trasporto scolastico, ora la mensa scolastica, ora la piscina. Non ce n’è uno solo di questi argomenti scottanti che sia stato affrontato per tempo in modo da non creare disfunzioni o disagi alla popolazione
Non credo che in tutti questi mesi non ci fossero i margini per costruire un accordo o una transazione con gli attuali gestori della piscina. Ora il risultato è che una delle poche cose buone che c’erano in questa città da domani non ci sarà più, con enorme delusione e disagio per tanti adulti e bambini.
Si dirà: ma qual è la soluzione?
In questi anni ho assistito da parte di questa amministrazione a decine e decine di affidamenti diretti per prestazioni e opere di ogni tipo, che come al solito, giustificate da una urgenza spesso inesistente, hanno consentito di bypassare gare e tempi burocratici biblici. Ebbene, credo che mai come in questo caso, oggi l’amministrazione, di fronte a questo  problema, abbia tutti gli strumenti e i presupposti di legge per procedere ad un affidamento urgente e temporaneo ad altro gestore in attesa che sia bandita e completata la normale procedura di gara per l’assegnazione pluriennale al prossimo gestore. Non credo, infine, che sia possibile affidare la struttura a del singolo personale, in quanto, data la complessità della stessa, occorre che ci sia, a mio parere, una organizzazione stabile in grado di assumersi a pieno titolo anche la responsabilità di ciò che accade al suo interno.
È in casi come questo che si misura il coraggio di un amministratore pubblico. Ma il modo di gestire le ultime emergenze cittadine non ci lascia purtroppo granché sperare.

 

La piscina comunale chiude i battenti. E si spera che non si apra un contenzioso lungo anni come quello che ha interessato il Palazzetto di via Procaccia. Stessa via anche per la piscina che dal 10 settembre ha dunque interrotto il servizio, lasciando più di mille utenti privi della loro attività sportiva. A spiegare la situazione è l’assessore allo sport Michele Martiradonna. “Il 4 settembre – dice – era arrivata una missiva al Comune in cui la ditta “Dell’Erba” di Martina Franca diceva di voler recedere il contratto a partire dal 10 settembre.

Questa lettera è arrivata a seguito di un intervento del dirigente Calabrese che chiedeva ai gestori di pagare al Comune la somma di 190mila euro, altrimenti ci sarebbe stata la rescissione del contratto in anticipo rispetto al 2013, data della naturale scadenza”. La somma dei 190mila euro, come spiega Martiradonna, si è accumulata in 4-5 anni di mancato pagamento di locazione dell’immobile. I gestori però, dal canto loro, sostengono di aver eseguito una serie di lavori di manutenzione straordinaria per la piscina e quindi queste spese avrebbero dovuto compensare quelle dell’affitto. “Ma non è così – continua Martiradonna – per fare quegli interventi di manutenzione avranno speso meno della metà della somma che devono al Comune”. Dal momento che non si è trovato un punto di accordo da lunedì la ditta ha restituito le chiavi dell’impianto, lasciando di punto in bianco privi di un servizio il Comune, i 17 dipendenti che vi lavorano e l’utenza.

“Per evitare disagi – aggiunge l’assessore – stiamo pensando di dare un permesso straordinario e provvisorio al personale in modo tale da consentire ai frequentanti della piscina di poter continuare ad andare. Ma bisognerà pensare ad una nuova gara per assicurare una nuova gestione alla struttura sportiva”. C’è da dire comunque che pur riaprendola in tempi brevi, così come spera l’amministrazione, mancheranno alcuni servizi. A Martiradonna risulta che gli ex gestori abbiano portato via le corsie galleggianti, gli asciugacapelli, oltre ad altro materiale di loro proprietà. “L’utenza – conclude l’assessore – dovrà pazientare un po’, si aprirà comunque un contenzioso con la ditta e si andrà avanti per le vie legali perché è intenzione del Comune procedere al recupero delle somme dovute. C’è da dire poi che da quando si è insediato il dirigente Calabrese tutte le associazioni sono in regola con i pagamenti. Il discorso non valeva solo per la piscina. Così si è dovuti inevitabilmente intervenire. E’ stata una decisione dolorosa, ma andava presa”.

© Riproduzione riservata 13 Settembre 2012