aggiornato il 08/02/2013 alle 12:26 da

Piazza xx Settembre: via i fruttivendoli, restano i chioschi. Le concessioni prorogate fino al 2020

DSC_1465MONOPOLI – Piazza XX Settembre da riqualificare, al via il trasferimento degli ambulanti presso la nuova area mercatale di via Vittorio Veneto, angolo Bartolomeo Sibilla. Dopo due rinvii, a partire dalla data del 15 gennaio scorso, è stata pubblicata lo scorso venerdì 25 gennaio la determina della VII A. O. Sviluppo Locale che ha disposto il definitivo spostamento, da Piazza XX Settembre a via Vittorio Veneto, del mercato giornaliero su strada dei prodotti alimentari. La storica piazza che per decenni ha ospitato le bancarelle di frutta e verdura, è stata al centro di polemiche aventi a tema le esigenze dei commercianti, la tradizione locale ed i controlli che hanno attestato la mancata rispondenza del sito ai requisiti igienico-sanitari. Con la modifica del Piano Comunale e Regolamento del Commercio su aree pubbliche dell’agosto 2011 si provvide così all’individuazione di via Vittorio Veneto quale area più idonea alla vendita di alimenti, fornita com’è attualmente di nuova pavimentazione, di un tronco di fogna bianca, servizi igienici, fontana di acqua potabile, attacchi idrici e fognari e 14 posteggi. Obiettive ragioni di pubblica igiene, così, hanno soppiantato i sentimentalismi di chi vedeva in piazza “Monsignore” il fulcro della tradizione commerciale monopolitana, rendendo necessario l’intervento di riqualificazione, oggetto di finanziamenti regionali previsti nel Pruacs, con la realizzazione di un parcheggio e di ulteriori posti auto nelle aree a ridosso del Centro Storico. Tra la pavimentazione, l’illuminazione ed il verde pubblico a farsi, tuttavia, si vedranno rispuntare anche i chioschi dei mitili. I privati, proprietari dei due posteggi a struttura fissa, hanno ottenuto, infatti, la proroga della concessione fino al 2020. Strutture che saranno reinstallate con la conclusione del cantiere, in un paradosso “alla monopolitana” che per alcuni stona con gli obiettivi intrinsechi della ristrutturazione, salvati -forse- da una clausola del contratto di concessione che prevede, in caso di “pubblica utilità”, lo smontaggio immediato delle strutture.

© Riproduzione riservata 08 Febbraio 2013