aggiornato il 08/02/2013 alle 13:56 da

I docenti dell’Ipsiam: la nostra scuola penalizzata dal riordino

DSC_18031MONOPOLI – In merito al riordino scolastico ufficializzato alla stampa la scorsa settimana, riceviamo e pubblichiamo una nota dei docenti dell’Ipsiam.

Quante novità in questo primo mese dell’anno! Abbiamo dovuto apprendere dai giornali cosa si stesse decidendo operativamente sulle nostre teste senza che il Collegio dei Docenti e/o il Consiglio d’Istituto si esprimesse in merito. Grave una tale assenza di democrazia!

La comunità scolastica dell’IPSIAM “San Francesco da Paola” vuole fare alcune riflessioni.

Ci interroghiamo  sulle dinamiche di questa vicenda che ci vede subire un’ennesima ingiustizia.

È difficile capire come mai, in relazione al problema di sicurezza e stabilità del plesso scolastico della “Giovanni Modugno”, si arrivi ad una scelta che implichi un’azione di trasloco generale di ben 7 Istituti scolastici! Non eravamo in crisi economica? Non siamo stati invitati dalla spending review alla morigeratezza delle spese? Non è forse questa un’azione fortemente dispendiosa?

Se il polo liceale rimane ancorato sulle proprie decisioni : o si riunisce il polo delle cinque stelle al Polivalente (con ogni comfort e decoro) o non ci si muove. Noi crediamo che non si debba, in maniera miope e accondiscendente, assecondare questa scelta e avviare il trasloco del secolo. Siamo disposti nei limiti del possibile, come IPSIAM, ad accogliere quelle classi della Galilei Galilei costrette ad andare alla Sofo. Non si fa così in una comunità che forma all’altruismo e che si apre al dialogo e alla condivisione? È lecito

chiedersi: se questa triste pagina di edilizia scolastica non a norma si fosse chiusa con un disastro e con delle vittime, saremmo stati a discutere su come risolvere il problema?

È difficile capire perché in tutto il resto dell’Italia, in presenza di Istituti di Istruzione variamente aggregati, non si proceda alla creazione di plessi unitari, mentre a Monopoli questo sembra essere necessario e impellente? Non è più semplice immaginare che i Dirigenti Scolastici sappiano essere presenti nelle diverse sedi, sia organizzando la propria agenda scolastica settimanale, sia avvalendosi dei fidati e capaci vicari? Sicuramente è meno costoso qualche spostamento del Dirigente rispetto a questa mastodontica e dispendiosa manovra di trasloco.

Capiamo che questa manovra sia stata condotta alla luce del numero attuale degli alunni dei diversi poli, ma qualora questi numeri variassero considerevolmente cosa faremmo? All’ITIS sono stati riconosciuti due nuovi indirizzi, per esempio, i calcoli sono stati fatti considerando anche il trend di crescita di questo polo? Non sarebbe più opportuno che ogni IISS avesse una propria flessibilità logistica al suo interno?

È difficile capire: perché la proposta di attivazione di un nuovo indirizzo o la modifica degli accorpamenti tra Istituti necessiti di una formale richiesta, accompagnata da delibera del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto, rivolta alla Provincia, all’USR e alla Regione, mentre per la costituzione di un polo tecnico professionale e per il trasloco generale degli Istituti di Monopoli, il Comune, la Provincia, la Regione e l’USR si accontentino di un documento sottoscritto da tre Dirigenti Scolastici? Non è più il Consiglio di Istituto l’organo direttivo sovrano di un’Istituzione Scolastica?

Si fa fatica a capire perché un polo tecnico professionale necessiti di essere collocato in scuole attigue, mentre un Polo liceale artistico-musicale non ne abbia bisogno, visto che nella proposta dei tre dirigenti si dividerebbe tra la sede di via Procaccia e San Domenico?

Non abbiamo ancora sottolineato il legame profondo che stringe una scuola alla sua sede, soprattutto se per averla, docenti, personale ATA, alunni e famiglie  hanno aspettato anni e sopportato duri sacrifici. Dalla storica collocazione in S. Leonardo l’IPSIAM riuscì a trasferirsi in via Procaccia solo nel 1994, dopo 20 anni dalla posa della prima pietra e gli alunni, i genitori e i docenti, allora, per risparmiare sui costi e per veder finalmente coronato un sogno, si adoperarono con mezzi propri affinché si potesse ricominciare in un luogo dignitoso. Non a caso l’anno scorso si è giunti, dopo una lunga riflessione, a dare finalmente il nome alla nostra scuola.

L’individuazione di “San Francesco da Paola” segnava un’identità  per lo storico legame con le attività marinare e per la collocazione del nostro Istituto in quell’area che gravita sotto il convento dei Padri Minimi.

Tutto ciò premesso non deve essere letto come una nostra opposizione alla creazione di un IISS tecnico-professionale, o polo come lo si voglia chiamare, perché noi docenti dell’IPSIAM saremmo ben felici di rompere un matrimonio che prima ancora di essere celebrato già mostrava i presupposti della sua inefficacia, non certo da parte nostra, visto che siamo stati ben disposti a rinunciare ai fondi FESR per investire sul Liceo musicale ben 250 mila euro, una dote di tutto rispetto! Tuttavia riteniamo che qualora diventi realtà un polo tecnico-professionale, non saranno certamente le sedi dislocate a compromettere la validità di una tale scelta. Se sapremo progettare un’offerta formativa innovativa e complementare, se sapremo rispondere alle esigenze del territorio e delle imprese, se sapremo proiettarci verso gli Istituti Tecnici Superiori, se sapremo guardare al futuro con professionalità, progettualità e lungimiranza , il polo tecnico professionale diventerà una risorsa per Monopoli e per i paesi limitrofi. Del resto, se c’è volontà, anche i matrimoni a distanza funzionano!

Esprimiamo inoltre i nostri leciti dubbi sulla economicità di tale soluzione:  l’Amministrazione Comunale e la Provincia hanno redatto un’analisi precisa e dettagliata dei costi di trasloco dei  numerosi e pesanti macchinari di cui è ampiamente dotato il nostro Istituto, e dei costi di adeguamento delle strutture  che dovrebbero ospitarli?

Hanno confrontato tali costi con quelli necessari per costruire aule nuove lì dove servono? O piuttosto  preferiscono  assecondare i capricci di qualcuno che vuole sfruttare il momento propizio per curare al meglio il proprio orticello?

Non possiamo non sottacere le forti preoccupazioni circa le conseguenze negative per l’IPSIAM che le notizie trapelate dalla stampa possano avere, influendo emotivamente  su ragazzi che stanno, in questi giorni, scegliendo il proprio percorso scolastico.

Il nostro malcontento si accentua nel constatare che all‘IPSIAM non è stata concessa dalla Regione l’attivazione del Corso di Logistica e Trasporti che avrebbe permesso di ottimizzare l’utilizzo dei costosi laboratori di Discipline Nautiche e Macchine Marine, nonché i mezzi marittimi di cui dispone l’Istituto, e l’Indirizzo socio-sanitario con il corso di operatore del  benessere, certamente rispondente alle richieste del territorio. Non può essere un caso che a 360° le scelte istituzionali penalizzino sempre e solo noi!

Monopoli, 5 febbraio 2013

I docenti dell’IPSIAM “San Francesco da Paola” Monopoli

© Riproduzione riservata 08 Febbraio 2013