aggiornato il 15/03/2013 alle 14:20 da

Falò, rischio multe per chi non ha i permessi

falMONOPOLI – La normativa spegne la tradizione dei falò. Sulla ricorrenza di San Giuseppe, festeggiata in città mediante il rituale accessorio dell’accensione serale dei falò, calano i divieti. Le enormi pire incendiate da cui sono soliti svettare fantocci, il cui rogo simboleggia il passaggio dall’inverno alla primavera, sono soggetti ad autorizzazione e licenza da parte dell’autorità di Pubblica Sicurezza.

A regolamentare l’accensione dei falò è il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps) che all’art. 57 dispone che “non possono farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa”. Chi volesse onorare l’usanza dei falò senza però incorrere in sanzioni, dovrebbe pertanto formulare per tempo domanda di richiesta di licenza per l’accensione del rogo dove precisare l’area occupata, il tipo di allestimento, il titolare di capacità tecnica che lo dispone nonché le persone coadiuvanti l’allestimento. Le legittime esigenze di tutela della pubblica incolumità hanno finito per rendere cenere un momento di aggregazione sociale con le famiglie che erano solite raccogliersi tutte insieme al calore dei falò, ma anche di sportiva competizione fra quartieri che gareggiavano alla creazione del falò più grande e spettacolare. Lo stesso accatastamento di legna, se non autorizzato, è punito col sequestro dell’impianto e l’obbligo di rimozione.

Probabilmente gli operatori di Polizia Municipale non avranno il tempo e le risorse per individuare nella giornata di San Giuseppe tutti focolai ma i trasgressori rischiano grosso. A questo punto ci si domanda perché non provare a legalizzare e disciplinare l’accensione dei falò, per esempio attraverso l’istituzione di una  manifestazione che salvi l’usanza dei falò ma soprattutto il patrimonio folkloristico del territorio.

© Riproduzione riservata 15 Marzo 2013

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