aggiornato il 04/09/2013 alle 9:59 da

Squalo catturato, era un capopiatto

squalo catturatoMONOPOLI – Aggiornamento del 04/09: In merito alla cattura dello squalo pubblicata sul nostro portale di informazione, riceviamo la nota del T.V.(CP) Tommaso CAPODIFERRO della Direzione Marittima di Bari – 6° M.R.S.C., per mezzo della quale si precisa che l’esemplare catturato era uno Squalo Capopiatto (Hexanchus Griseus) e non uno squalo elefante come inizialmente era stato ipotizzato. Lo Squalo Capopiatto è una specie di scarso valore commerciale, poco frequente nelle nostre acque ed in qualche occasione “spacciato” come specie  pregiata.

30/08: Pesca grossa mercoledì per il motopesca “Regina Giovanna” del noto pescatore – pittore Gianni Comes. Tra il bottino di una giornata di pesca al largo della costa a Sud di Monopoli, una preda d’eccezione: uno squalo elefante di notevoli dimensioni. L’esemplare, lungo ben sei metri per un peso di oltre tre quintali, è rimasto incagliato nelle reti tra i dentici. Non facile issarlo sulla barca per l’equipaggio di “Regina Giovanna”, composto dal comandante Gianni Comes, dal capopesca Francesco Comes e dal marinaio Mino Laneve. Il bestione, più volte avvistato dai pescatori durante le loro battute in mare aperto, si dimenava esercitando una forza inaudita. Poco prima delle 18, inoltre, il suo arrivo al porto di Monopoli non è certo passato inosservato.  
Tantissimi i curiosi che hanno affollato la banchina per seguire con grande attenzione i concitati momenti del suo trasferimento a terra, dal peschereccio alla cella frigo. Un’operazione affatto semplice viste le notevoli dimensioni dello squalo “cetorhinus maximus”, il secondo pesce più grande al mondo dopo lo squalo balena. La sua lunghezza, infatti, normalmente dell’ordine dei 9 metri, può talora raggiungere i 12 metri, mentre il peso può arrivare sino alle 10 tonnellate. Sono servite ben dieci persone, infatti, per issare l’insolita preda e caricarla a bordo della cella frigorifera di una qualche pescheria, pronta per essere smistata sulle nostre tavole, seppur mai sotto la denominazione di squalo.

© Riproduzione riservata 04 Settembre 2013

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