aggiornato il 28/03/2014 alle 17:55 da

Caso Uva, la Corte d’Appello conferma le condanne per legge Napoletano

Bari-Tribunale-ImcMONOPOLI – La Corte d’Appello di Bari ha confermato le condanne in primo grado emesse nei confronti di Franco Legge, all’epoca dei fatti primario del reparto di Ostetricia dell’ospedale San Giacomo di Monopoli, e del ginecologo Vincenzo Napoletano. La sentenza è stata emessa ieri al termine di un processo lungo dieci anni nel corso del quale si è fatta piena luce sulla morte di Assunta Uva, l’imprenditrice monopolitana scomparsa nel maggio del 2004 in seguito ad un intervento chirurgico eseguito nel reparto di Ostetricia del San Giacomo, allora diretto da Franco Legge. Per l’ex primario, nello specifico, è stata confermata la condanna a sei mesi di reclusione, pena sospesa, per l’accusa di omicidio colposo. Più pesante, invece, la condanna emessa in primo grado e riconfermata dai giudici della Corte d’Appello nei confronti del ginecologo Vincenzo Napoletano al quale, oltre al reato di omicidio colposo, è stato contestato anche quello di falso per aver manomesso la cartella clinica. Il ginecologo è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa.

© Riproduzione riservata 28 Marzo 2014