aggiornato il 29/11/2014 alle 6:56 da

Valeria uccisa da un’overdose di metadone

valeria ruggieroMONOPOLI – Valeria Ruggiero è morta per un’overdose di metadone. E’ quanto emerge dalle perizie effettuate dopo il tragico accadimento da chi di competenza. Fino a questo momento si era parlato del decesso dovuto a cause violente, ma oggi per la prima volta, si conosce anche il perché. Come si ricorderà, la ragazza si trovava da alcuni mesi in una comunità di recupero “Il Ponte” di Civitavecchia per cercare di disintossicarsi dalla droga e da lì era fuggita per rientrare a casa, incontrando sulla via del ritorno un uomo, un 44enne di origini baresi, che l’ha ospitata in casa per una notte, trovandola morta la mattina dopo. Nei confronti dell’uomo, dunque, sembrano accentuarsi gli indizi di colpevolezza. La sua posizione infatti non ha mai convinto del tutto. Stando al racconto che ne hanno fatto i suoi vicini di casa, ascoltati dalle telecamere di “Chi l’ha visto?”, l’uomo che viveva in casa con la sua anziana madre, si presentava irascibile, aggressivo ed è stato appurato il suo passato legato alla tossicodipendenza. Per questo, il fatto che Valeria si trovasse proprio da lui quella notte di inizio maggio, ha subito destato sospetti. Ora, anche se gli avvocati della famiglia di Valeria che stanno seguendo il caso e cioè Alberto Sardano, Massimiliano Genualdo ed Emiliano Buscicchio, hanno le bocche cucite e non rilasciano dichiarazioni in tal senso, dalle ultime novità la posizione dell’uomo che ha ospitato in casa Valeria l’ultima notte si farebbe ancora più critica. Da indiscrezioni è trapelato che la quantità di metadone, di quelli liquidi, in boccetta, sia stata ritrovata nel corpo della ragazza in una concentrazione letale per i non assuntori. Segno questo che Valeria stava realmente disintossicandosi. Intanto stando a quanto appreso, gli avvocati rientrati la scorsa settimana da Roma dopo un incontro riservato con il magistrato Fabio Santoni, si apprestano ad un nuovo viaggio nella Capitale per un nuovo confronto con gli inquirenti. Non è neanche tutto. Le indagini proseguono a 360 gradi, con gli occhi della Procura di Civitavecchia puntati sul centro dal quale la ragazza è fuggita, questo in seguito ad una querela sporta dai familiari di Valeria per appurare se ci siano state o meno responsabilità da parte della Comunità, sulla quale pure sono state gettate ombre nel senso di presunti abusi sessuali perpetrati all’interno.

© Riproduzione riservata 29 Novembre 2014