aggiornato il 02/04/2012 alle 13:55 da

Petrolio, ricerche dopo l’estate. L’allarme del comitato coste

MONOPOLI – DSC_0313Difendiamo il nostro mare! E’ forte e chiaro l’appello lanciato dal Comitato Tutela Coste che intende andare a fondo sulla questione degli sversamenti di sostanze inquinanti nel mare nella zona nord della città. Non cala dunque l’attenzione del gruppo con il suo coordinatore Donato Cippone che ha organizzato per mercoledì 4 aprile alle ore 15.00 presso il Villaggio Cala Corvino a Monopoli un incontro per discutere di questo argomento, anche alla luce dei sigilli posti ad una ditta di antifurti che smaltiva le acque industriali direttamente nei terreni. Un’operazione questa del sequestro, messa in atto dai Carabinieri del Noe in seguito ad un esposto presentato alla Procura proprio da parte del Comitato.

Le iniziative per contrastare il bombardamento del mare – Ma questo non sarà l’unico argomento affrontato. Si discuterà anche dell’organizzazione di un’azione efficace per contrastare efficacemente l’imminente bombardamento tramite “air gun” dei fondali del nostro mare da parte della società Northern Petroleum, interessata alla ricerca di petrolio nell’Adriatico.“Queste prospezioni – dichiara Cippone – sono finalizzate alla valutazione di impatto ambientale e questa volta gli atti trasmessi dalla Northern Petroleum al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare contengono un progetto definitivo. Oltre allo studio di impatto ambientale c’è anche la valutazione di incidenza non tecnica relativa al progetto “prospezioni geofisiche 3D Adriatico Meridionale, nell’ambito del permesso di ricerca  Fr-39 ed Fr-40””. Le prospezioni geofisiche si effettueranno su una larga superficie e saranno eseguite in circa 28 giorni. “Il bombardamento dei nostri fondali- continua il coordinatore del comitato – dovrebbe avvenire intorno al 20 giugno”. Dopo il rischio è che si parta direttamente con le trivellazioni.

Una sveglia d’ allarme ed un impegno serio da parte delle istituzioni – “Noi non vogliamo che accada quello che è avvenuto a fine 2009, quando tutto è passato in sordina. Questa volta vogliamo dare una sveglia a tutti quanti ed in particolare alla Regione, alle province di Bari e Brindisi e ai Comuni interessati perché pretendiamo atti concreti. Vogliamo che tutti i proclami e gli impegni presi si trasformino in prove. A questo punto – conclude Cippone, che invita gli organi di stampa a tenere accesi i riflettori sulla questione– elaboreremo noi un intervento forte, sempre nel campo della legittimità, da proporre agli enti locali, e vogliamo che loro dimostrino con le azioni e non solo con le parole di avere veramente a cuore  il mare e la tutela del nostro territorio”.

© Riproduzione riservata 02 Aprile 2012