aggiornato il 30/04/2012 alle 9:38 da

In casa per pregare, anziana truffata

MONOPOLI – PoliziaPotrebbe avere presto un nome ed un volto la donna che giovedì mattina ha truffato un’aziana in un’appartamento di via Trieste. Gli agenti del Commissariato di Polizia, diretti dal vice-questore Fabio Caprio, sono in possesso di ottimi indizi per incastrarla e non si escludono interessanti novità già nelle prossime ore.

Il fatto: Giovedì mattina una donna di mezza età, di bell’aspetto, vestita con tailleur nero e camicia bianca, capelli a caschetto ed occhiali da vista, si presenta a casa di una pensionata residente in via Trieste. Spacciandosi per una volontaria impegnata nella racconta di fondi per l’organizzazione di un pellegrinaggio a Santa Rita da Cascia, la cui festa ricorre il 22 maggio, la donna chiede un contributo volontario. La pensionata accetta, si reca in casa per prelevare pochi spiccioli e torna sull’uscio della porta dove le consegna 50 centesimi ottenendo in cambio un santino. Con fare convincente,  e soprattutto facendo leva su un’impeccabile padronanza del linguaggio, la truffatrice convince la donna a farla entrare in casa per recintare insieme alcune preghiere proprio in onore di Santa Rita. Un errore fatale che la vittima commette in buona fede, fidandosi di una donna che le aveva prospettato la possibilità di pregare insieme per qualche minuto. Una volta entrata in casa, la truffatrice porta avanti il suo piano. All’anziana chiede se avesse altri soldi in casa.  La vittima si irrigidisce per un attimo ed allora lei prova a tranquillizzarla. E aggiunge: “Avvolgendo le banconote un fazzoletto bianco unto con acqua  benedetta è possibile guarire dalle sofferenze una persona a te vicina. Ma prima è necessario pregare per almeno tre giorni”. L’anziana cede, probabilmente pensa di poter dare un contributo fattivo nell’alleviare le sofferenze di qualche conoscente. Ed accetta, affidandosi completamente alla presunta volontaria, di bell’aspetto sì, ma in fondo un’abile truffatrice senza scrupoli da tenere alla larga. Corre quindi in camera da letto, preleva da un cassetto alcune banconote e le consegna alla donna che inizialmente le avvolge realmente in un fazzoletto. La truffa è compiuta perchè con un gioco di prestigio la donna fa sparire le banconote, infilando nel fazzoletto di stoffa solo buoni sconto da utilizzare presso Brico. Dopo aver recitato altre preghiere, la truffatrice decide di andar via. Per rendere più credibile la sua messa in scena, finge addirittura di essere dispiaciuta e prima di andar via, invita l’anziana a riporre il fagotto nel cassetto senza aprirlo. Quando la presunta volontaria si allontana, all’anziana viene qualche dubbio che la spinge a controllare che fine avessero fatto le banconote infilate nel fazzoletto. A quel punto, scoperto il raggiro, non ha potuto far altro che chiamare la polizia che, dopo aver raccolto la sua testimonianza, si è messa alla caccia della truffatrice.

L’appello del dirigente: Le indagini sono a buon punto ma il dirigente del Commissariato di Polizia, il vice-questore Fabio Caprio, coglie l’occasione per invitare tutti i cittadini, con riferimento alle persone anziane, a non aprire la porta agli sconosciuti. Molto spesso, dietro a persone di bell’aspetto, si nascondono abili truffatrici capaci di compiere raggiri utilizzando le motivazioni più impensabili.

Per questo, oltre a non aprire la porta, s’invitano i cittadini a segnalare ai numeri di emergenza (113-112) qualsiasi persona sospetta.

Solo così si può evitare il ripetersi di truffe così come quella appena raccontata.
(foto di repertorio)

© Riproduzione riservata 30 Aprile 2012