aggiornato il 11/07/2012 alle 15:03 da

Addio al fashion designer Max Cavaliere, stroncato da un male incurabile a 42 anni

MONOPOLI – Max_Cavaliere_modelle_collezione_sposa_Goldiva_2E’ un vortice di passione, dedizione e sviscerato amore quello nel quale sapeva trascinare chi gli si avvicinava. Sempre col sorriso, il garbo, l’eleganza. Monumentale nell’aspetto quanto nelle sue creazioni. Guai a chiamarlo stylist. Max Cavaliere è il fashion designer. La bellezza sapeva annunciarla e non soltanto perché nella sua carriera c’è stata l’esperienza come speaker a Radio Norba quanto perché ogni suo abito era la presentazione perfetta di ogni donna. Prima una voce che raccontava la moda, poi occhi che l’hanno osservata e studiata, elaborata e perfezionata. E’ così che nel suo percorso verso l’infinito creativo, Max Cavaliere viene a contatto con grandi nomi della moda italiana. Sta a guardare sornione, coltivando nel frattempo l’intimo sogno di una voluttuosa beltade eterea sino a che, nel 2003, si iscrive al corso di Laurea in Scienze e Tecnologie della Moda presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Bari. E’ il periodo di formazione professionale cui seguono alcuni workshop a New York con Valerie Steele, direttrice del Museo del FIT e, nel 2007, il master in “Strategie di Marca e Nuovi Media sul settore Moda” presso la Facoltà di Economia dell’Università di Lecce. Il culto per il design di abiti da sposa lo trasferisce a Milano per il master in “Design dei Materiali e del Tessuto” alla NABA città che lo struttura grazie a numerose esperienze che spaziano dalla consulenza e lavoro come location manager, al wedding design fino al docente accademico. E’ l’evoluzione. Il designer specializzato in alta moda per occasioni speciali, amante verace e vorace di lusso, artigianalità e cultura, torna nella sua Monopoli dove dà inizio ad una narrazione che si evolve di creazione in creazione, tra sforbiaciate d’innovativo modernismo e citazioni emulative, figlie di un background che lo vede cultore di maestri della moda (Ferrè, Capucci, Galliano per Dior, Chanel anni ’30). Di indole disponibile, altruista e versatile a sufficienza da collaborare e coinvolgere nei suoi progetti creativi suoi consimili (hair stylist, fotografi, modelle come muse ispiratrici) Max Cavaliere ha compiuto un viaggio verso la perduta femminilità concedendo a ciascuna donna di ritrovare lo charme con indosso l’abito adatto. Dalla sua casa/atelier/studio stilistico dal quale è ripartito -diceva- per raccontare la sua storia, nella ferma convinzione delle potenzialità nascoste nel Made in Italy, nel Made in Puglia. “Amo emozionarmi attraverso quello che faccio. Ben presto ho capito che il motivo per cui mi alzavo la mattina era mettere indosso alla gente i propri sogni”. Abbigliando di emozioni impareggiabili il vissuto altrui, Max Cavaliere, a 42 anni, stamattina, è stato strappato alla vita da un male incurabile. Fluttuando fra pizzi, taffetà e tulle lascia il segno indelebile della sua firma. La sottoscrizione eterna e cosmopolita del fashion Made in Monopoli. Made in Max.

© Riproduzione riservata 11 Luglio 2012