aggiornato il 18/07/2012 alle 13:37 da

Banditi allo studio medico, poi tentano di rapinare una ragazza. Paura in via Fiume

MONOPOLI – IMG_1232Si sono vissuti attimi di terrore ieri pomeriggio in via Fiume, nei pressi della chiesa del Sacro Cuore. Due rapinatori, che viaggiavano in sella ad una moto di grossa cilindrata, hanno tentato di rapinare una giovane donna a bordo di una Fiat Punto parcheggiata. Tutto però ha inizio intorno alle 17.30 quando i due banditi si introducono in uno studio medico del centro.   Il piano sembra collaudato. Mentre il conducente resta in sella alla moto, il complice fa irruzione nella sala d’aspetto dove c’è una anziana di 90 anni che attende di parlare col medico. Il rapinatore cerca di impossessarsi della borsa ma la donna, nonostante i 90 anni, oppone resistenza ed inizia ad urlare. A quel punto il malvivente scappa, inseguito anche dal medico allertato dalle urla dell’anziana, riuscendo a salire in sella alla moto guidata dal complice. I due, però, sono intenzionati a non tornare a casa, nel barese, a mani vuote. Così girano per la città per circa un’ora ed alle 18.30 decidono di piazzare il colpo. In via Fiume c’è una Grande Punto nera parcheggiata. A bordo, sul sedile lato passeggero, c’è una ragazza. Attendeva il rientro del suo fidanzato, alla guida del mezzo, che si era momentaneamente allontanato per sbrigare alcune faccende.

La moto si avvicina d’improvviso. Il conducente punta all’indirizzo della ragazza una pistola nera con canna lunga (probabilmente giocattolo) e le intima di scendere dal mezzo e di lasciare sul sedile la borsa. La giovane, spaventata ma con tanto coraggio, si rifiuta ed inizia ad urlare. Dalla moto a quel punto scende il complice. Ha il volto travisato dal casco di colore bianco. Apre la portiera e si mette al volante della Fiat. Le chiavi sono inserite nel quadro ed a quel punto aziona il motore e tenta la fuga. La ragazza, che resta a bordo, non demorde. Prima tenta di strattonarlo per un braccio, poi con grande abilità sfila dal quadro le chiavi e le getta sul tappetino. L’auto inevitabilmente si spegne e per il rapinatore non c’è alternativa alla fuga. A pochi passi c’è il complice che lo attende sulla moto, ma fuggire non è semplice. Sul posto, richiamato dalle urla della ragazza, accorre il fidanzato che è accompagnato dal fratello. Il bandito è braccato e brandisce il casco a scopo di difesa. Ma lo perde subito dopo e non cerca neppure di recuperarlo.

Troppo rischioso, anche perchè sul posto accorrono tanti cittadini. I due rapinatori quindi scappano in direzione nord, facendo perdere le tracce. Sul posto arriva la polizia mentre tutte le vie di fuga della città vengono presidiate dalle altre forze dell’ordine. Gli agenti ritrovano il casco e lo mettono sotto-sequestro. Potrà fornire elementi importanti per l’identificazione dei rapinatori. Ma ci sono altri elementi che inducono gli inquirenti all’ottimismo. I banditi, infatto benchè siano fuggiti, potrebbero ben presto essere identificati. Si tratta di giovani, presumibilmente del capoluogo a giudicare dall’accento marcatamente barese. Rapinatori alle prime armi o per essere più precisi balordi in trasferta. Ma gli è andata male.

La scaltrezza della ragazza, unitamente alla reazione dei passanti ed all’immediato intervento della polizia hanno fatto saltare i loro piani. E ben presto la giustizia potrebbe presentargli il conto.

© Riproduzione riservata 18 Luglio 2012

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