aggiornato il 20/04/2013 alle 10:06 da

Invalido e senza lavoro, sfrattato dal comune

Vito_LeociMONOPOLI – “Io da quella casa esco solo bruciato”. Non usa mezzi termini, Vito Leoci, 47enne monopolitano, ex navigante, senza occupazione dal 2008 per problemi di salute valsi una disabilità del 67% ma mai riconosciuta dall’ente previdenziale. Parole di disperazione, le sue, che rinvengono dall’irrimediabilità e dall’impotenza nei riguardi di un’ordinanza di sgombero che pende sulla sua testa e su quella della famiglia, moglie e due figli, una di 17 anni, l’altro di 1 anno, che entro giugno potrebbero ritrovarsi a non avere più la protezione di un tetto. La vicenda dei Leoci affonda le origini con lo sbarco di Vito dalla nave sulla quale lavorava e dalle problematiche create al suo fisico per il costante contatto con le sostanze chimiche. Viveva nel Centro Storico ma l’assenza prolungata di lavoro lo costrinse a trasferirsi a casa dei suoceri. Non senza conseguenze sull’armonia familiare, Vito trovò le forze per chiedere aiuto ai Servizi Sociali:

“Contattai l’assessore ed il dirigente che non è una cosa bella ma non ho avuto aiuto”. Fu la volta del Sindaco il quale, appurato lo stato d’indigenza dei Leoci, assegnò temporaneamente loro un appartamento a Cala Corvino. Un soggiorno di qualche mese, con le spese che accrescevano e di nuovo il bisogno d’aiuto e la richiesta di sostegno dell’assistenza sociale: “Tra Tarsu, luce, gas avevo da pagare almeno

800 €. Mi fu risposto che il Comune non era una banca e quasi invitato ad andare a rubare. Andai di matto. Io sono una persona sensibile, non voglio fare queste cose e non permetto neppure che venga offesa la dignità dei miei bambini”. Dopo quell’episodio con una delibera di giunta comunale il Comune assegnò ai Leoci, a giugno 2011 e sino al dicembre 2011, un’abitazione precedentemente confiscata e divenuta di proprietà comunale ma indisponibile per finalità sociali (non utilizzabile cioè per uso abitativo). E’ così che il 28 marzo scorso, il dirigente dell’A. O. II ha emesso un’ordinanza di sgombero che, oltre ad intimare l’uscita del nucleo famigliare entro i 60 giorni successivi, pena l’intervento delle forze dell’ordine, stima un indennizzo per occupazione abusiva dell’immobile pari a 3.036, 36 € (al 28 febbraio 2013). “Io non so dove andare, cosa fare, i bambini devono mangiare. Oggi vivo con l’aiuto di mio padre e qualche lavoretto. Nel certificato medico l’invalidità risulta all’87% e loro mi vogliono fare uscire e pagare? Mi hanno detto di trovare casa. Come faccio? Può succedere anche la Terza Guerra Mondiale, io da solo la faccio ma da lì non esco, se non bruciato ”.

© Riproduzione riservata 20 Aprile 2013