aggiornato il 18/10/2013 alle 16:27 da

Mezzogiorno in famiglia e la strana organizzazione

DSCN 5843MONOPOLI – Mezzogiorno in famiglia o Mezzogiorno di fuoco? La trasmissione andrà in onda domani su Rai 1 ma le polemiche l’hanno già preceduta. Il problema riguarda le aziende che hanno partecipato ad un bando indetto dal Comune per l’individuazione delle figure che avrebbero rappresentato Monopoli in tivù. Aziende che anche avrebbero dovuto redigere un progetto più ampio di presentazione della città attraverso le sue peculiarità storiche, gastronomiche, di costume…
I fatti- Partecipano al bando 5 società e dopo una valutazione effettuata da una commissione composta da Giuseppe Dipalma, Paolo d’Amore, Antonella Fiore e da Vincenzo Carrieri viene elaborata una graduatoria. The winner is “Studio Nuove Idee” di Mimmo Pisani, quelli dello Street Band Show. Al secondo posto si piazza il progetto di “Effetti Collaterali” di Manuela Lenoci, al terzo quello di Canale 7, al quarto quello di Almagradi di Maddalena Teofilo e al quinto quello di “Eventi Unici” di Francesca Nicodemo. In pratica venivano assegnati 50 punti per la proposta tecnica, 40 per la solidità aziendale e 10 per la proposta economica.
I progetti – Il progetto presentato dalla vincitrice stando a quanto appreso era però piuttosto generico. La società aveva ad  esempio pensato di coinvolgere alcune scuole di ballo di spessore, ma non avrebbe indicato quali. Stesso discorso per il versante gastronomia dove si era pensato di inserire uno chef di rilevanza internazionale, ma anche qui non si era indicato il nome, mentre altre due società avevano indicato Angelo Sabatelli, poi coinvolto anche lui dallo Studio Nuove Idee. Per quanto riguarda l’artigianato locale il progetto della vincitrice prevedeva un cestaio e invece poi, a carte approvate, si è pensato al  maestro d’ascia Vincenzo Saponaro, anche questo un nome indicato da altre società partecipanti al bando. In un progetto della società arrivata seconda risulta poi la particolarità del “Riscatto di Monopoli”, la ripresa della storia della città quando nel 1530, con il concludersi della dominazione veneziana, ci fu il tentativo di Carlo V di trasformare Monopoli in Baronia o Marchesato; tentativo sventato dalla decisa opposizione del popolo monopolitano che volle riscattarsi, pagando all’Imperatore 51 000 ducati d’oro. Anche questa “chicca” è stata utilizzata, affidata però al racconto di una giornalista di Canale 7.
Da un’azienda a tre- La vincitrice, si è detto, è stata la società Studio Nuove Idee, ma anche altre non sono state a guardare visto che Canale 7 ha partecipato al programma con una sua giornalista, come detto precedentemente, e pure Maddalena Teofilo è stata inserita con un’altra organizzazione però. In pratica a bocca asciutta sono rimaste Effetti Collaterali ed Eventi Unici. Lo studio Nuove Idee si è aggiudicata il lavoro per 7mila euro. Le altre società a quanto pare avevano invece fatto un ribasso.

© Riproduzione riservata 18 Ottobre 2013