aggiornato il 24/03/2011 alle 11:49 da

Vendita tendopoli, un inspiegabile silenzio

MONOPOLI – risiminiEgregio Direttore,

sulla questione della vendita del suolo comunale dell’ex tendopoli è calato il silenzio. Nessuna risposta ufficiale dell’amministrazione, nessun commento della maggioranza. Noi abbiamo risvegliato i ricordi e la memoria, forse comprensibilmente poco nitida al cospetto di vicende abbastanza risalenti nel tempo e complicate. Comunque ho ripescato con difficoltà le varie osservazioni al PUG e le relative schede tecniche predisposte dai progettisti. Esponiamo all’opinione pubblica quello che è successo, ad ognuno poi la propria valutazione. Sull’area comunale in questione erano state presentate due osservazioni: la numero 7, punto 9.8, e la 198. La prima era stata formulata dal dirigente dell’Ufficio Tecnico, il quale evidenziava un errore materiale di carattere grafico, da correggere ovviamente; la seconda era stata proposta dai condominii di via Puccini, i quali evidenziavano una tipizzazione dell’area non corrispondente alla realtà. In buona sostanza sia il Dirigente dell’Ufficio Tecnico che privati cittadini rilevavano che in quell’area non vi era la possibilità di individuare un contesto consolidato, dato che non preesistevano fabbricati di alcun genere. In consiglio comunale ho evidenziato questo errore e l’amministrazione ha fatto notare che la scheda tecnica predisposta dai progettisti suggeriva di rigettare queste osservazioni con la seguente testuale motivazione: “Osservazione non accoglibile in quanto, pur rappresentando un diverso atteggiamento del PUG per quest’area, con tale classificazione c’è la possibilità per il Comune, di utilizzare questo tipo di trasformazione edilizia al fine di salvaguardare l’interesse pubblico primario di realizzare case per le fasce sociali meno abbienti, alle quali si rivolge l’ERS (edilizia residenziale sociale)”. (Cooperative Edilizie n.d.r.) Il tenore letterale della motivazione è chiarissimo. Il problema è capire come possa conciliarsi questa precisa volontà del consiglio comunale, orientato verso una evidente finalità pubblica, con una smaccata operazione di edilizia privata. Non escluderei che i nostri solerti amministratori si siano dimenticati di questo delicato passaggio, tuttavia le dinamiche di questa scelta, molto simili ad altri errori non visti, inducono a più fosche spiegazioni.

Giampiero Risimini

© Riproduzione riservata 24 Marzo 2011