aggiornato il 27/02/2012 alle 14:36 da

Black water per gli appassionati di softair

MONOPOLI – Tatticismo, lealtà, disciplina. Entro schemi di gioco, missioni, dove l’obiettivo non è mai la vittoria del singolo ma il risultato raggiunto attraverso l’attività strategica dell’intero team, della squadra. Il soft air o tiro tattico, non è semplicemente un gioco ricreativo ma uno sport vero che va a stimolare le capacità socio- relazionali dell’individuo in un legame viscerale con ciascun compagno di squadra. Basti pensare che ogni “battuta” può arrivare ad occupare, fisicamente e mentalmente, anche l’intera giornata coinvolgendo da 20 a 30 persone per ciascun “game” -come si chiama in gergo- che ha sempre uno scopo preciso, un obiettivo (la conquista della bandiera, ad esempio, attraverso pattuglie di ricognizione effettuate su superfici, pubbliche o private, di diversi chilometri quadrati) raggiunto il quale si va a riformulare l’assetto logistico e lo schema tattico. Conosciuto come lo sport di simulazione delle tattiche militari, più per via dell’equipaggiamento utilizzato -mimetica digital marpat, armi classificate come strumenti, pallini biodegradabili, protezione integrale per il viso- che per la bellicosità del gioco come invece sostengono i suoi detrattori, il soft air a Monopoli vanta la presenza di un’associazione senza fini di lucro, l’Asd Black Water, riconosciuta dallo Csen, con ad oggi 45 iscritti i quali, più o meno ogni domenica, a seconda delle condizioni meteorologiche, si armano di lealtà, spirito di aggregazione solidale ed onestà per misurarsi con se stessi, gli altri e la natura. La Black Water che si sostiene con una quota annuale di iscrizione di 80 € valevole per l’assicurazione degli associati e per corsi base di introduzione alla regolamentazione del gioco, è reduce di un torneo svoltosi nel Lazio dove ha conquistato il premio “fair play”. Non fosse che, nonostante la correttezza del team con continui contatti col locale commissariato di Pubblica Sicurezza, al quale viene fatta comunicazione del luogo di svolgimento del gioco, e gli opportuni avvisi affissi lungo il perimetro della superficie di gioco al fine di evitare allarmi nella cittadinanza, il soft air subisca ancora una sorta di “discriminazione” rispetto ad altri e più conclamati sport. I giocatori, infatti, non hanno un campo di riferimento dove poter svolgere l’attività sportiva, praticata spesso in terreni (c.da Gorgofreddo, S. Lucia, Canale di Pirro) concessi loro da soci e privati amici: “Diverse volte abbiamo fatto richiesta per l’utilizzo di proprietà pubbliche sulle quali noi effettueremmo la dovuta manutenzione e che terremmo pulite. L’associazione si tiene in piedi per autotassazione e con l’aiuto di uno sponsor, l’armeria Do Monaco di Castellana Grotte. Attualmente non abbiamo una sede ufficiale e ciò ci costringe a riunirci dove otteniamo disponibilità”. Peccato non coadiuvare e valorizzare uno sport che ha un’etica non scritta ma rigorosamente osservata dai sui adepti e che fa della sana competizione il presupposto per il confronto rispettoso e per la costruzione del valore dell’amicizia. Per info contattare Tony Fontana, via T. Vitti n. 61.
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© Riproduzione riservata 27 Febbraio 2012