aggiornato il 12/07/2010 alle 16:26 da

Barnaba: “Il mio progetto per rilanciare lo sport”

Non solo calcio: anche il basket dovrà risorgere dopo la scomparsa della Fortitudo. Di questo ne abbiamo parlato con il consigliere nazionale Angelo Barnaba, Responsabile del Settore Squadre Nazionali Maschili di basket.

Dopo il basket, anche il calcio rischia di scomparire. Cosa pensa a riguardo?
Ero fuori Monopoli e grazie agli ottimi siti Internet che puntualmente riportano quanto accade in città ho potuto seguire la vicenda in tempo reale. Ho provato sincera amarezza, perché tutto quello che è accaduto era ampiamente prevedibile, un pessimo film dal finale scontato il cui copione era già scritto da tempo. Da uomo di sport mi chiedo come sia potuto accadere che una proprietà di questo tipo sia riuscita a tenere per anni in ostaggio una città intera. Non vi è dubbio che le scelte compiute dalla classe politica monopolitana sono state in questi ultimi anni fortemente influenzate da gente che non ha mai mostrato un minimo di rispetto nei confronti delle istituzioni e dei veri sportivi, trattati alla stregua di utili idioti. Fiumi di denaro pubblico sono stati indirizzati in una precisa direzione, in forma diretta od indiretta: più si riceveva e più si alzava il tiro. Con la precedente amministrazione, negli anni delle grandi vittorie, questo trend è stato pressoché inarrestabile e nessuno ha mostrato la personalità necessaria per dare risposte di profilo al delirio di onnipotenza innescato dai successi sportivi e dall’entusiasmo popolare, che veniva abilmente cavalcato. Meglio ha fatto nel frangente l’amministrazione Romani, avendo probabilmente compreso per tempo quali fossero i veri disegni degli interlocutori, anche se a sua volta ha dovuto in alcuni casi cedere alle pressioni che sono state esercitate senza soluzione di continuità.

Ritiene sia una sconfitta per la Monopoli sportiva?
La vera sconfitta per la Monopoli sportiva è quella di dover sempre attendere che i salvatori della patria siano dei cavalieri senza macchia e paura venuti da terre straniere! La nostra smania di autolesionismo presenta aspetti ormai patologici, se non fosse così tragicamente dannosa vi sarebbe solo da riderci sopra. Nessuno è così ingenuo da credere che chi viene da fuori a fare Sport lo faccia per pura filantropia: eppure paradossalmente è dal lontano maggio 1982 che il calcio a Monopoli si trova nelle mani di forestieri. Dal 1966 a quel momento era stato un gruppo di giovani monopolitani a guidare la società in una scalata indimenticabile: tra loro c’era mio padre ed al Vito Simone Veneziani ho trascorso un periodo indimenticabile della mia infanzia. Altri tempi, certo: ma quello che in seguito è sempre venuto a mancare è stato un certo tipo di orgoglio nel fare, quello che credo possa venire solo dallo spirito di appartenenza. Questo è ciò che a mio avviso va recuperato a Monopoli, e non solo nello sport, naturalmente.

Tornando sul fronte cestistico, cosa si sta muovendo dopo la scomparsa della Fortitudo?
La rinuncia della Fortitudo a proseguire l’attività senior ha inferto una ferita profondissima al movimento cestistico cittadino. Anche la Scuola Basket Action Now! ha subito in questi anni danni molto seri, avendo perduto di fatto figure dirigenziali molto importanti ed avendo dovuto subìre giocoforza l’osmosi di quasi tutti gli accordi commerciali fino a qualche anno fa in essere. E’ chiaro che prima di pensare al futuro, occorre sgombrare del tutto le macerie rimaste sul terreno, che non sono poche. Gli ultimi 3 anni sono stati molto duri ed è comprensibile come anche da parte di chi finora ha portato avanti in qualche modo l’attività dell’Action Now! vi sia stanchezza e timore di non avere più risorse sufficienti per alimentare la propria passione sportiva. Una volta che sarà chiaro chi ci potrà essere ed in che modo, la Scuola Basket inizierà a verificare se ci saranno le condizioni per riprendere il filo interrotto qualche anno fa nei campionati senior, sempre restando fedele alla propria vocazione di società attenta alla valorizzazione del Settore Giovanile.

Quali possono essere a suo parere le basi per poter ripartire e fare in modo che il basket monopolitano possa ritornare ai fasti di un tempo?
Sono convinto che Monopoli abbia delle solide basi per poter eleggere in un futuro prossimo il basket come sport trainante a livello cittadino. Vi è da considerare innanzitutto la grande tradizione, con generazioni di monopolitani che si sono formati giocando a pallacanestro ed adesso ricoprono incarichi professionali di grande prestigio, anche fuori città. Inoltre, il continuo lavoro della Scuola Basket Action Now! e del Centro Minibasket I Delfini hanno creato nel tempo un nucleo piuttosto numeroso di giocatori monopolitani, un fiore nel deserto che tutta la Puglia ci invidia: formando una squadra solo con loro, si potrebbe già adesso disputare un campionato di serie B, senza sfigurare. Restano piuttosto sul tappeto tutti gli atavici problemi legati alle clamorose e croniche carenze a livello di impiantistica, vicende che hanno genesi antica e responsabilità diffuse. E’ mia opinione che sia in malafede chi attribuisce all’Amministrazione Romani ed all’Assessore Zaccaria responsabilità in relazione alle vicende della Fortitudo e dell’A.C. Monopoli: si tratta di strumentalizzazioni che attengono alla demagogia ed alla dialettica politica, ma che sono lontane dal vero. Altre e gravi sono invece a mio avviso le attuali mancanze amministrative che rendono allo stato quasi impossibile progettare futuro per lo Sport monopolitano. L’eccellente lavoro svolto in fase progettuale dall’assessore Zaccaria, che ha dimostrato di avere energia, buone intuizioni ed una visione chiara delle priorità, si è purtroppo del tutto arenato nel delicato passaggio alla fase delle concrete realizzazioni, senza che ne siano mai state spiegate le ragioni. E’ il momento ad esempio che Monopoli possa sapere perché la scelta (di per sé corretta ed accettabile) di destinare le risorse in bilancio nel settore Sport non più ai contributi all’attività delle società, ma alle migliorie sugli impianti esistenti e sui servizi offerti, sia di fatto restata lettera morta. E’ tempo di sapere chi e perché non ha voluto la Tensostruttura nello spazio adiacente lo Stadio Comunale, una location che era apparsa agli operatori assolutamente perfetta per la sua centralità e per la vicinanza ad un già consolidato polo sportivo. Tanti i quesiti di questo tipo che i veri operatori dell’associazionismo dilettantistico monopolitano si pongono. E sia chiaro a tutti, dal Primo cittadino all’ultimo degli appassionati: se non verranno assunte con risoluta fermezza le ormai improcrastinabili determinazioni in materia di impiantistica, accompagnate da un crono – programma serio e credibile, è impossibile pensare che qualcuno dia il via a programmi di investimento in una prima squadra che facciano sognare. Il calcio ha sempre avuto uno stadio adeguato a contenere tutti i potenziali spettatori, mentre il basket già negli anni ’80 reclamava un nuovo impianto per poter crescere! Eppure, se davvero la Tensostruttura ed il nuovo Palazzetto fossero pronti la prima in una paio d’anni ed il secondo entro 4 – 5, allora dico che nello stesso periodo si potrebbe realizzare un progetto sportivo d’eccellenza e vincere sul campo i campionati necessari per arrivare perlomeno in serie B. Non è utopia, occorre solo una programmazione che abbia 3 cardini: monopolitanità, etica e sostenibilità.

Sarebbe disposto a rimettersi in gioco per contribuire a questa eventuale rinascita del basket monopolitano?
Sinceramente me lo hanno già chiesto in tanti e sono stato avvicinato in questi giorni da diversi amici, alcuni dei quali neanche sospettavo che fossero appassionati di basket e sapessero della mia attività di responsabile delle squadre nazionali maschili. Monopoli è sempre rimasta la mia città di residenza e mi starà sempre molto a cuore il progresso del basket cittadino. Se si creassero le condizioni giuste, senz’altro non mancherò di dare il mio contributo ad un progetto nuovo ed ambizioso, mettendo volentieri a disposizione di chi volesse fruirne le conoscenze gestionali acquisite ed i buoni contatti con l’ambiente cestistico nazionale.

© Riproduzione riservata 12 Luglio 2010

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