aggiornato il 09/11/2010 alle 14:59 da

Allevatori accettano accordo prezzo latte

NOCI – latte-ok-nociCon le tabelle di qualità Confederazioni e l’assessore regionale Dario Stefano convincono gli allevatori del sud est barese che accettano il nuovo accordo per la commercializzazione del latte bovino in quota stipulato il 3 novembre scorso. L’assessore ha partecipato (lunedì sera 8 novembre) ad un affollato incontro a Noci, epicentro della zona murgiana a forte vocazione zootecnica. Si legge nell’accordo: “Per ogni litro di latte crudo, intero, refrigerato alla temperatura di 4° C, reso alla stalla, il prezzo minimo concordato è pari a centesimi 37,70”. Un prezzo inferiore rispetto ai 40 centesimi, chiesti dagli allevatori nell’assemblea del 27 ottobre (anche questa radunatasi a Noci). All’assemblea di lunedì 8 novembre erano presenti le confederazioni degli allevatori: Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Cia. Esordiva De Concilio (direttore regionale Coldiretti) che leggeva l’accordo. Dalla platea composta da centinaia di allevatori giungevano al microfono alcuni di loro. “Perché avete accettato questo prezzo”? “Granarolo ci paga di più, questo accordo non va bene”. “Non è vero, ho controllato le tabelle di qualità e chi produce bene porterà a casa fino a 43 centesimi al litro. L’accordo è buono”. Gli allevatori chiedevano controlli sul latte con cui i caseifici fanno le mozzarelle. Interveniva l’allevatore Pierino Laterza (presidente dell’APA-Bari): “I caseifici avevano l’impressione di avere le nostre sorti nelle loro mani, 3 anni fa smontarono un accordo sottoscritto dall’80% degli allevatori. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di essere produttori. L’accordo va bene, ma adesso tocca noi: dobbiamo sottoscrivere i contratti di fornitura che li costringeranno a rispettare il prezzo pattuito”. I contratti saranno disponibili a breve, redatti in base all’accordo quadro. Interveniva il sindaco di Noci, Piero Liuzzi: “La comunità allevatoriale ora ha un punto di riferimento”. E ringraziava l’assessore Stefano per l’opera di mediazione che ha svolto. Così concludeva Stefano: “Questo accordo è migliorativo, e invito tutti a sederci, valutando caso per caso, per analizzare le variabili che abbiamo introdotto nelle tabelle di qualità. I trasformatori volevano tabelle diverse. Il rischio più grande era dare l’alibi ai trasformatori a non sedersi al tavolo con noi, di perdere questa possibilità di accordo. Invece abbiamo posto dei paletti. Nell’accordo ci sono una serie di componenti che ci tuteleranno: contratti di fornitura e marchio Prodotti Puglia. Controlli severi? Certamente! E avvieremo il discorso della tracciabilità”.

© Riproduzione riservata 09 Novembre 2010