aggiornato il 13/07/2010 alle 11:08 da

Coldiretti sul Brennero: sgomento per il Made in Italy

NOCI – Sgomento per i soci Coldiretti che martedì 6 luglio erano sul valico di frontiera del Brennero per difendere i prodotti Made in Italy, in particolare quelli del lattiero caseario della zona del sud est barese notoriamente a forte vocazione zootecnica. In Puglia i caseifici ritirano latte dalla Germania pagando a prezzi stracciati il latte locale. Ma la concorrenza non è solo sul latte. Gli aderenti al presidio ci raccontano che “nei tir perquisiti dalle forze dell’ordine italiane c’era tanta merce concorrente alle nostre produzioni proveniente, in prevalenza, dalla Germania, ma di qualità e con standard igienico-sanitari inferiori rispetto ai nostri”. Della spedizione facevano parte una cinquantina di soci Coldiretti di Noci, Putignano, Rutigliano, Santeramo e Gioia del Colle. Con loro anche il presidente dell’Associazione Provinciale Allevatori Bari, Pierino Laterza, e il direttore provinciale Coldiretti Bari, Francesco Cosentini.

“Sgomento perché dalla Germania entra di tutto – ci riferivano i soci della Coldiretti di Noci che hanno partecipato al presidio. – Dal Brennero entrano in Italia parecchi camion di latte, tra quelli intercettati dal nostro presidio due erano diretti in Puglia, alle aziende di trasformazione della zona di Andria. Ma nei camion c’erano anche formaggi, altri prodotti derivati del latte, prodotti ortofrutticoli, questi ultimi diretti verso i mercati della zona di Verona. Intercettato anche un tir di prosciutti provenienti dalla Finlandia e diretto ad uno stabilimento della zona di Parma. E la nostra rabbia è montata scoprendo che in un camion c’erano confezioni di pesto al prezzemolo prodotte in Germania ma etichettate con scritte in italiano: nella legenda si leggeva che provenissero genericamente dall’Unione Europea ma ci riferivano che erano state prodotte in Germania ed erano dirette in zone del Nord Italia e nel salernitano.

“La Coldiretti chiede con forza l’etichettatura di origine per il latte e i formaggi, che siano rese pubbliche le ditte che ritirano latte e suoi derivati dall’estero e che sia vietato l’uso di caseine, caseinati e proteine concentrate del latte nella fabbricazione dei formaggi – ha detto il segretario zonale della Sezione Coldiretti di Noci, Felice Penta. La nostra protesta è stata pacifica, attuata insieme ad altri nostri colleghi di altre regioni, insieme alle forze dell’ordine italiane (Polizia e Carabinieri del Nas e Guardia di Finanza) che hanno controllato i tir in arrivo. Ma non è solo la concorrenza dei prodotti stranieri che ci lascia contrariati quanto constatare che spesso i prodotti che arrivano dall’esterno viaggino in condizioni igienico sanitarie non ottimali, in camion arrugginiti e celle frigorifere malandate”.

© Riproduzione riservata 13 Luglio 2010

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