aggiornato il 13/11/2012 alle 10:21 da

Filippo: ‘Dopo il trapianto sono tornato a vivere’

DSCN6773NOCI – “E’ stato come ritornare a vivere” commenta commosso Filippo Morea. Qualche settimana fa ha subito un trapianto di fegato che gli ha dato nuove speranze. Che gli ha permesso tornare a condurre un’esistenza normale. A lui, che non si è mai arreso, sempre sostenuto dalla moglie Romina e dai suoi tre figli. “Sono stato per un anno nella lista d’attesa – commenta – poi, l’8 ottobre scorso, finalmente è arrivata quella telefonata”.

“Pronto? Sono il dottor Castellaneta del Centro trapianti di fegato del policlinico di Bari. C’è un fegato disponibile. Lo accettate?” ci raccontano. “Abbiamo avuto qualche attimo di esitazione – progue Romina – avevamo paura. Per questo abbiamo chiesto al medico un po’ di tempo per pensare. Ma non è stato possibile. Ci hanno concesso solo qualche minuto. Allora abbiamo deciso di andare fino in fondo. Abbiamo lasciato i bimbi in compagnia della zia e siamo saliti in auto per raggiungere il policlinico. Filippo è stato sottoposto ai controlli di routine e poi è entrato in sala operatoria. L’intervento è durato dalle 4.30 alle 7. E’ stata la notte più lunga della nostra vita. Emozioni e paura si confondevano in noi”.

Ora però che il peggio è passato, Filippo e la sua Romina guardano con occhi diversi quei giorni di sofferenza e di dolore. Con un nuovo fegato Filippo ha finalmente sconfitto l’epatite C ed è tornato a sorridere. Certo ora non sarà facile. Pian piano dovrà rimettersi in salute, tornare a lavorare. Forse nella vecchia azienda edile presso cui ha lavorato come operaio fino a qualche settimana fa. O forse in un nuovo posto. Saranno mesi difficili, in cui Filippo e Romina  dovranno cercare di sostenere la famiglia senza poter contare su uno stipendio fisso.  Ma una rinnovata energia permetterà loro di andare avanti lo stesso, nonostante gli ostacoli. Sempre con il cuore colmo di affetto e riconoscenza verso quel giovane che, con i suoi organi, ha dato una nuova luce alla vita di Filippo. “Siamo riusciti a scoprire il suo nome – aggiungono – ci piacerebbe portare dei fiori sulla sua tomba, a Lecce. E poi chissà, incontrare la sua famiglia per ringraziarli di questo grande dono. Un ringraziamento va anche al professor Vincenzo Memeo e al dottor Luigi Lupo che hanno reso possibile tutto ciò”.

© Riproduzione riservata 13 Novembre 2012